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Telecamera illecita e poca igiene nella stalla

Telecamera illecita e poca igiene nella stalla

Fanano. Maxi controlli dei carabinieri. La titolare di un’azienda di Canevare denunciata e multata

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FANANO . Altro controllo interreparto dei carabinieri su uno stallone in Appennino, a poche settimane dagli interventi nche si erano tenuti a Castagneto di Pavullo e a Vesale di Sestola.

Giovedì sono stati fatti altri accertamenti sul territorio, che oltre ai militari della Compagnia di Pavullo (stazioni di Fanano e Sestola) hanno visto in campo i Nas di Parma, il nucleo Ispettorato del lavoro (Nil) di Modena e il Comando dei forestali di Sestola, col supporto di un elicottero del 13° Nucleo di Forlì, che ha operato una vasta ricognizione aerea prendendo in esame diversi ambiti.

In uno in particolare si è rilevato un doppio illecito: a Canevare (Fanano), nell’allevamento bovino di circa 200 capi gestito dalla 25enne A.U. Nel sopralluogo è stata scoperta innanzitutto, da parte degli uomini del Nil, una telecamera priva di autorizzazione nella sala parto delle mucche. La responsabile si è giustificata dicendo che serviva per il monitoraggio degli animali e non per il controllo dell’unico dipendente in forze.

Ma qualunque fosse stato lo scopo, il posizionamento in luogo interno di attività avrebbe richiesto l’autorizzazione preventiva dell’Ispettorato del lavoro.

La cosa è costata il penale alla 25enne, denunciata a piede libero per violazione dello Statuto dei lavoratori, che vieta la videosorveglianza non autorizzata sull’operato dei dipendenti.

Ma i guai non sono finiti qui. I carabinieri del Nas infatti nell’ispezione hanno riscontrato anche carenze igieniche-sanitarie nella stalla e nella sala mungitura. Questo ha comportato una sanzione (ambito solo amministrativo in questo caso) di 500 euro.

Anche i precedenti controlli dei carabinieri avevano comportato denunce penali.

Nell’ottobre scorso sul fronte dello stallone di Castagneto era scattata la denuncia nei confronti del titolare per deposito incontrollato di rifiuti speciali non pericolosi.

Pochi giorni dopo in quel di Vesale le denunce erano state invece tre per la responsabile dell’allevamento: una per deposito incontrollato e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non, un’altra per smaltimento non autorizzato di inerti di demolizione e l’ultima per combustione illecita di rifiuti. (dm)

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