Camper in fiamme, muore una donna
Non voleva lasciare il suo mezzo, tamponato in autostrada: ha perso la vita nel piazzale dell'officina in cui era parcheggiato
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Tragedia, nel primo pomeriggio di ieri, a Rolo in via Nuova 2, nel cortile dell'autofficina Ram di Matteo ed Enrico Andreotti. Una turista tedesca, Gitta Zillig, 76 anni nativa di Dachau (Germania), è bruciata viva a seguito dell'incendio del suo camper Volkswagen Transporter. Il mezzo, in attesa di essere riparato, si trovava da giovedì scorso in officina.
Quel giorno Gitta Zilling aveva tamponato un alto mezzo sulla A22 del Brennero a causa dei tanti cantieri stradali. Il suo furgone proprio oggi sarebbe dovuto entrare in officina, mentre la 76enne avrebbe dovuto andare in albergo per il tempo delle riparazioni. Fino a ieri pomeriggio la turista tedesca, che non voleva abbandonare il camper, è rimasta sul mezzo, ma i titolari l'avevano convinta a trasferirsi in un hotel, perché non poteva restare all'interno dell'officina durante le riparazioni.
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Poi l'imprevisto: alle 14.08 di ieri, orario registrato dalla telecamera di sorveglianza situata nel piazzale Est dell'azienda, dal camper verde col tettuccio bianco inizia ad uscire del fumo. In 4 minuti il camper viene completamente avvolto dalle fiamme. Gitta Zillig è intrappolata: probabilmente il denso fumo le impedisce di vedere, non trova la maniglia della portiera per fuggire e mettersi in salvo. Quando la trova, è troppo tardi. Si butta a terra, ma ormai ha il corpo ustionato e il cuore collassa. Muore accanto al camper.
Durante i quattro interminabili minuti, Matteo, 41 anni, ed Enrico, 32, titolari dell'autofficina Ram, che abitano a poche centinaia di metri, vengono allertati da una donna che abita di fronte all’officina: «C'e un'auto che brucia». Arrivati sul posto, Enrico srotola la manichetta antincendio e comincia a gettare acqua sulle lingue di fuoco che lambiscono altre auto e l’edificio, mentre Matteo, con un muletto, prova a spostare il camper ancora in fiamme, ma il calore è troppo forte. Nel frattempo parte la chiamata al 115: in pochi minuti arriva una squadra dei vigili del fuoco di Guastalla e una dei vigili del fuoco volontari di Luzzara. Il loro intervento permette, in poco tempo, di domare le fiamme. La scena che si presenta ai loro occhi è raccapricciante: la turista tedesca giace senza vita, parzialmente carbonizzata, accanto a ciò che rimane del camper: uno scheletro di ferro fumante. Non si è salvato nulla. Perfino la bicicletta che si trovava sul lato posteriore del mezzo è andata in fumo. Si riconoscono solo il telaio e i cerchioni. In mezzo alla cenere spuntano fogli bianchi bruciacchiati.
Dalla carta di circolazione si legge un nome, un indirizzo, un codice di avviamento postale e la città: frau Gitta Zillig, Dachau. Poco dopo arrivano anche i carabinieri di Campagnola, mentre gli agenti della polizia municipale dell'Unione dei Comuni della Pianura reggiana regolano il traffico. I militari dell'Arma effettuano i rilievi e si occupano delle indagini. Sulle cause accidentali dell'incendio pare non ci siano dubbi: Gitta si stava preparando da mangiare; il ritorno di fiamma del fornelletto a gas avrebbero provocato la tragedia. Anche il sindaco Fabrizio Allegretti è stato avvisato del fatto. La salma della turista tedesca per ora è custodita al cimitero di Rolo.
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