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LA BANCA CON 24 SEDI NEL MODENESE 

Credem, utile a quota 186,5 e il dividendo a 0,20 euro

Il consiglio di amministrazione di banca Credem, sotto la presidenza di Giorgio Ferrari, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2017. La banca Credem ha sede a Reggio Emilia e in...

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Il consiglio di amministrazione di banca Credem, sotto la presidenza di Giorgio Ferrari, ha approvato i risultati individuali e consolidati del 2017.

La banca Credem ha sede a Reggio Emilia e in provincia di Modena è presente con 23 filiali e un Centro imprese

Sono stati confermati integralmente i dati preliminari comunicati l'8 febbraio con l'eccezione dei coefficienti patrimoniali che sono aumentati a seguito dell'autorizzazione a non dedurre la partecipazione in Credemvita ricevuta in data 1 marzo 2018 dalla Banca Centrale Europea ed effettiva a partire dal 31 dicembre 2017. In particolare, il Cet1 ratio è aumentato da 13,32% a 13,69% (+37 bps), dato oltre 6 punti percentuali al di sopra del livello minimo assegnato da Bce per il 2018.

«Nel 2017 - dice la banca - il gruppo Credem ha registrato un utile netto consolidato in progresso del 41,4% annuo a 186,5 milioni di euro (dopo aver spesato 19,8 milioni al lordo dell'effetto fiscale per i fondi nazionali ed europei di salvataggio). Prestiti ai clienti in crescita del 4,4% annuo con qualità dell'attivo tra le più elevate del sistema (rapporto crediti problematici lordi su impieghi lordi a 5,2%), continui investimenti sulle persone con 256 assunzioni, oltre 100.000 nuovi clienti e crescita della raccolta a +4,1 miliardi di euro. Il Cda ha proposto all'assemblea degli azionisti un dividendo in crescita del 33% rispetto al 2016 a 0,20 euro per azione. Il monte dividendi complessivo ammonta quindi a circa 66,2 milioni di euro per un totale di 165,5 milioni di dividendi distribuiti negli ultimi tre anni».

Per quello che riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, «per il Gruppo - dice l’istituto - le principali linee guida della gestione prevedono la conferma di solidi livelli patrimoniali e di rischio. Rimarrà significativo il ritmo di sviluppo commerciale che sarà supportato, da un lato, da un modello di servizio sempre più orientato alla omnicanalità e alla digitalizzazione e, dall’altro, dal potenziamento distributivo e produttivo del business del Wealth Management. Si prevede un’ulteriore diversificazione del portafoglio mobiliare a presidio della volatilità patrimoniale. È possibile prevedere per il Gruppo un andamento lineare per quanto riguarda le componenti stabili dei ricavi sia di natura finanziaria che commissionale. A tale tendenza si associano tuttavia elementi di probabile discontinuità, in particolare con riferimento al contributo dell’area finanza dove si attende un rallentamento guidato dalla maggiore stabilità finanziaria».

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