I contributi alle colf e badanti
Sono deducibili solo quelli effettivamente pagati nell’anno solare di riferimento. Le altre regole
I contribuenti che hanno versato, nel corso del 2017, contributi previdenziali e assistenziali per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, come ad esempio colf, baby sitter, badanti, hanno la possibilità di dedurre dal proprio reddito, in sede di dichiarazione dei redditi, la quota a proprio carico nel limite massimo di spesa deducibile pari a 1.549,37 euro. Vediamo quindi cos’è e come funziona la deducibilità dei contributi INPS per i datori di lavoro che hanno assunto assistenti familiari o personali, come fruire della deduzione e come compilare il 730.
Cosa sono i contributi deducibili? I contributi deducibli sono quella parte di contributi INPS previdenziali e assistenziali che il contribuente, in qualità di datore di lavoro, ha versato nel corso dell’anno precedente per aver assunto alle sue dipendenze, un addetto ai servizi domestici, all’assistenza personale o familiare. Come funziona? Il contribuente attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi 2018, tramite modello 730 precompilato, 730 ordinario o modello Redditi, ex Unico, può portare a deduzione dal proprio reddito, una quota di contributi INPS versati nel 2017 per coloro che hanno svolto attività di badanti, colf o baby sitter. Tale opportunità è data dal fatto che la legge consente di recuperare una parte di contributi obbligatori versati a favore di collaboratori domestici e all’assistenza personale e familiare, per un importo massimo di 1.549,37 euro. Ai fini della deduzione, il contribuente - datore di lavoro deve conservare le ricevute di pagamento MAV o bollettini di versamento all’INPS dei contributi.
Dal momento che la suddetta contribuzione è versata trimestralmente occorre fare molta attenzione, in quanto tra i contributi da dedurre nel modello 730 o modello Redditi, devono essere presenti solo quelli effettivamente versati nel corso del 2017 in base al principio di cassa. Ciò significa che la deducibilità può essere fatta valere solo per i seguenti versamenti: Contributi INPS versati a gennaio 2017 e relativi al quarto trimestre 2016; Contributi INPS versati ad aprile, luglio e ottobre 2017 e relativi ai primi 3 trimestri del 2017. Attenzione quindi, i contributi INPS colf e badanti relativi al 4° trimestre, pagati quindi a gennaio 2018, possono essere portati in deduzione dal reddito nell'anno successivo. Per la deducibilità dei voucher colf e badanti, i buoni lavoro voucher possono essere dedotti dal reddito attraverso la dichiarazione dei redditi con il 730 o modello Redditi. Da tali voucher, usati dalle famiglie per pagare il lavoro accessorio degli addetti ai servizi domestici, può essere dedotta la quota a carico del datore di lavoro - committente. Tale quota è pari al 13% del valore nominale del buono lavoro. Ai fini della deduzione dei voucher INPS colf e badanti, il contribuente deve conservare: ricevute di pagamento dell'acquisto dei buoni lavoro; copia dei buoni lavoro consegnati al prestatore - colf, badante, baby sitter in caso di procedura cartacea; documentazione che attesta la comunicazione all’INPS dell'effettivo utilizzo dei buoni lavoro, procedura telematica; dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si dichiara che la documentazione è relativa soltanto alle prestazioni di lavoro rese da addetti ai servizi domestici.
Giorgio Guandalini
dottore commercialista
revisore contabile
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