Il modenese che ha votato anche in Russia
Grigorij Filippo Calcagno ha doppio passaporto : «Elezioni italiane più sentite, a Mosca tutto scontato»
«Doppia cittadinanza significa doppi diritti e doveri». Così Grigorij Filippo Calcagno, modenese dal doppio passaporto, è andato a Bologna per votare alle presidenziali russe. Sotto le Due Torri erano stati istituiti sabato seggi per i russi all’estero, come in altre città italiane. Ieri, invece, è stata la volta delle ambasciate presenti nel nostro Paese. Calcagno è nato e vive in Italia, ma è russo da parte di madre e in quanto tale ha esercitato il suo diritto-dovere. «Le elezioni più importanti e sentite per me sono quelle italiane - ha spiegato il giovane - perché mi sento più italiano che russo. Inoltre, mi sono impegnato sul fronte italiano, dedicando tempo ed energia». Calcagno ha appoggiato la campagna elettorale di Liberi e Uguali in vista del 4 marzo, dopo aver lasciato lo scorso giugno i Giovani democratici del Pd. Una presa di posizione che ha fatto discutere, tanto più perché arrivata dopo un accorato discorso all’unità tra i dem, pronunciato nel marzo 2017 a Roma. Nel settembre 2016 era troppo giovane per votare alle parlamentarie russe. Stavolta, aveva l’età giusta per mettere una crocetta sul candidato presidente. Tra Rosatellum e il sistema elettorale di Mosca non ha dubbi. «Le elezioni russe hanno un esito scontato - la posizione del giovane - e pagano una situazione di democrazia con molte virgolette in quel Paese. Ho ritenuto giusto votare perché ho la doppia cittadinanza e così esercito un diritto-dovere, pur consapevole che siano elezioni dall’esito scontato». Dopo non aver lesinato critiche al segretario uscente del Pd (ed ex premier) Matteo Renzi, Calcagno ha sollevato posizioni scettiche verso le elezioni che consegneranno a Vladimir Putin il quarto mandato da presidente russo. «Ho votato il candidato meno peggiore in uno scenario terribile - ha ribadito il giovane - e molto più negativo rispetto a quello che abbiamo in Italia. Per fare un esempio, ho seguito dalla televisione la campagna elettorale. Mi ha colpito vedere nei vari dibattiti televisivi tutti i candidati a parte Putin, non apparso mai. Non s’è fatto vedere come se giocasse alla pari con gli altri. Al contrario, i media hanno fatto vedere tutto quanto di buono fa per la gente. Nei dibattiti televisivi c’erano sempre e solo gli altri per dare una parvenza di democrazia». Dalla sua analisi, non tutti gli oppositori all’ex primo ministro sotto Boris Eltsin lo sono di fatto. «Numerosi partiti si dicono anche molto diversi dalla linea di Putin, come quello Comunista e il Liberal-democratico guidato da una specie di Trump russo - ha proseguito Calcagno - mentre in realtà sostengono le posizioni del governo. Il candidato liberale di centrosinistra Grigorij Yavlinsky si batte nel contesto russo e su certe questioni è sempre stato coerente».
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