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Mirandola. Gli Insetti Xilografi danno vita al legno e regalano bellezza

di Monica Tappa
Mirandola. Gli Insetti Xilografi danno vita al legno e regalano bellezza

Alessia Baraldi e Gregorio Bellodi di Mirandola creano oggetti con tecniche e strumenti antichi

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MIRANDOLA Gli Insetti Xilografi sono belli belli, giovani, con una luce e una dolcezza infinita negli occhi. Loro sono Alessia Baraldi e Gregorio Bellodi, vivono a Mirandola e di quelle terre basse, culla di cultura ed eleganza, ne hanno i tratti, ne hanno le movenze. Sembrano usciti da un quadro rinascimentale, o da una fiaba antica, di quelle dove si respirano lavoro e fatica, ma anche respiri che sanno d'infinito, come il panorama dove l'infinito si perde, senza colline a fermarlo e solo qualche albero dove giocare a rimpiattino. Nulla a che vedere con tarli, termiti e orologi della morte, che hanno ispirato il nome della loro bottega d'arte e del loro laboratorio artigianale, ovvero gli insetti xilofagi, quelli che il legno lo mangiano da dentro e dentro ci si infilano, e scavano gallerie e creano buchi che diventano voragini. Nulla tranne il logo, che proprio da quei decori che poi son devastanti per il legno, si sono ispirati per il logo. Per curioso e affascinante contrappasso, gli Insetti Xilografi il legno lo fanno vivere, lo trasformano, lo lasciano parlare e raccontare, e creano. Nel silenzio e nel pulviscolo della polvere di legno, tra pialle e levigatrici, tra frese e scalpelli, tra sergenti e barletti, morsetti e raspe, tra sponderuole e saracchi, loro creano. Recuperano tecniche antiche, usano strumenti della tradizione, lasciano che il tempo scorra assieme ai movimenti lenti e al silenzio, e alla fatica e all'idea che prende forma, lasciano respirare il tempo e il legno, e creano. E portano il legno anche sui tessuti, sulle stoffe. Sul cotone, sulla canapa. Sui fogli di carta spessa. Granulosa. Viva e densa. E lasciano il segno.

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Una delle loro ultime creazioni è proprio lì, a Mirandola. Si trova in via Castelfidardo ed è la prima Little Free Library dell'Area Nord. Una libreria di strada, che rappresenta un Pico rosso e accogliente, citata anche nel sito ufficiale littlefreelibrary.org. Loro è anche il logo creato per l'associazione 46Viedi Mirandola, il progetto resiliente di sensibilizzazione e promozione collettiva che cerca di muovere idee, conoscenze e strumenti per la comunicazione, organizzare momenti di incontro. È bello, intenso quel logo, una xilografia realizzata con le sgorbie e i coltelli della tecnica medievale, in segno di riconoscenza alla storia stessa di Mirandola: nella geometria dell’ottagono, espressione simbolica di equilibrio, si iscrive l’imago urbis della Città trasfigurata in un albero - archetipo universale di eternità - delle vie e dei fabbricati che l’incisione su legno fa somigliare a campi, riportando tutti alle origini rurali.

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E sono belli belli loro, Alessia e Gregorio, che camminano realizzando un sogno e respirando polvere di legno regalano bellezza. Come il logo creato per l'associazione di cornamusicisti italiani. Italian Uilleann Pipers Association con «la IUPA, animale antico con il becco che ha la forma della canna del canto e le sue zampine si nutrono di acqua. Gli elementi dell'aria e dell'acqua hanno creato questa creatura fantastica dalla quale scaturisce una musica maestosa» spiegano. Loro sanno ascoltare. È evidente. Ascoltano le storie che sono nell'aria e dentro alle cose. E le trasformano, tolgono l'incantesimo che le teneva imprigionate. Liberandole. Chissà da quale storia sono usciti, loro, da quale albero, da quale foresta. Da quale mondo sono arrivati, lievi e belli, con gli occhi pieni di vita e così morbidi e caldi, Alessia e Gregorio. Chissà.
 

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