Modena, redditi in Parlamento Fedeli e Giovanardi gli eletti più ricchi
Pubblicate le dichiarazioni relative al 2017, ecco i guadagni dei modenesi uscenti e di quelli appena re-inviati a Roma
MODENA. Il “Paperone” dei parlamentari modenesi e di quelli “paracadutati” nella nostra provincia? Analizzando l’ultima dichiarazione dei redditi relativa al 2017 è il ministro Valeria Fedeli che con 183mila euro lordi l’anno è anche la più ricca tra i titolari di dicastero nel governo Gentiloni. Il politico più “povero”? Sono numerosi, sia del Pd che del M5S, con cifra di poco inferiori ai 100mila euro ovviamente sempre lordi. Buono anche lo stipendio di Carlo Giovanardi, senatore uscente dopo 7 legislature in Parlamento, che ha percepito 142mila euro.
Ma andiamo con ordine. La media modenese, analizzando i redditi dei parlamentari della legislatura appena terminata e quelli dei parlamentari riconfermati (i nuovi eletti metteranno sul sito www.parlamento.it i loro redditi l’anno prossimo) si attesta appunto a una media di poco meno di 100mila euro lordi.
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E ricordiamo che, secondo l’Osservatorio “JobPricing”, i lavori in Italia sono mediamente così pagati: 103mila i dirigenti, 53mila i quadri aziendali, 30mila gli impiegati e 24mila gli operai.
La sindacalista di professione e ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca dal 12 dicembre 2016 Valeria Fedeli (Pd), in possesso di un diploma magistrale triennale, appunto lo scorso anno ha guadagnato 183mila euro su cui ha pagato 65mila euro di imposte. L’altro ministro “modenese” Beatrice Lorenzin - ministro della salute dal 28 aprile 2013, libero professionista di mestiere e attualmente leader di Civica Popolare - ha percepito invece redditi per 93mila euro. Veniamo ai deputati che sono stati riconfermati nella legislatura che partirà il 23 marzo ed erano già presenti in quella conclusa. Edoardo Patriarca del Pd, di professione insegnante di scuola secondaria superiore su un reddito di 140mila euro ha pagato 53mila di imposte, mentre il portavoce del Pd Matteo Richetti, ha guadagnato 96mila euro ai quali vanno tolte ovviamente le imposte e quanto destinato al partito (quest’ultima “voce”, obbligatoria per Pd e M5S, varia). C’è poi la riconfermata Vanna Iori, reggiana eletta nel collegio del Senato di Sassuolo e sempre del Pd che è professore ordinario di discipline pedagogiche e ha guadagnato 121mila euro in Parlamento. Giuditta Pini (Pd), giovanissima, una laurea in mediazione linguistica culturale, lo scorso anno ha avuto un reddito di 93mila euro di poco inferiore a quello del grillino di Finale Vittorio Ferraresi, altrettanto giovane e laureato in giurisprudenza, che è a quota 98mila euro sempre lordi. C’è poi Laura Garavini del Pd, da tempo eletta in circoscrizioni estere e di mestiere impiegata con funzioni dirigenziali: per lei nel 2017 sono stati 101mila euro. Infine il perito chimico Michele Dell’Orco è in media con 98mila euro. Nel Senato, tra gli uscenti ci sono la prof universitaria Maria Cecilia Guerra (97mila euro) e il funzionario di partito e consulente Stefano Vaccari con la stessa cifra. Ci sono poi quanti eletti nel 2013 che non entrano ora in Parlamento. Il prof Carlo Galli (Leu) ha 98mila euro, Cécile Kyenge - medico oculista, già ministro e dal 2014 parlamentare europeo - nell’ultima dichiarazione del Parlamento era a 95mila euro (2014). I carpigiani Davide Baruffi (Pd), dirigente politico, 98mila euro e Manuela Ghizzoni, ricercatrice all’università di Bologna, 94mila. Chiude la carriera in Parlamento.
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