Progetto per i disabili in un immobile confiscato
L’idea svelata dal vicesindaco di Nonantola durante il tour organizzato da Libera L’assessore Mezzetti: «È importante capire cosa avviene nelle aule di tribunale»
BOMPORTO. Ha visto la partecipazione di 150 persone il primo tour dei beni confiscati organizzato dal presidio Libera Mancini-Vassallo di Castelfranco e Nonantola. Una giornata che, nonostante la pioggia battente, ha visto tanta gente unirsi per visitare le strutture confiscate alla mafia presenti sul territorio.
La prima delle tre tappe del tour è stata a Castelfranco dove c’è un appartamento confiscato alla famiglia dei Noviello, coinvolti in vicende e processi relativi al gioco d’azzardo e allo spaccio di sostanze stupefacenti. È stato proprio davanti al bene confiscato che hanno preso la parola gli organizzatori dell’evento.
«Per noi è molto importante ritrovarci qui insieme a voi. Stiamo prendendo insieme coscienza di quanto la mafia sia presente e radicata in regione e anche nella nostra città - hanno spiegato Pierfrancesco, Margherita, Giulia e Paolo, attivisti di Libera - In Emilia Romagna abbiamo circa 300 beni confiscati ma solo 38 sono riutilizzati. È giunto il momento di scendere in campo insieme alle amministrazioni locali per pensare ad un utilizzo sociale di questi spazi».
«C’è bisogno di una politica partecipata - ha fatto eco il vicesindaco di Castelfranco Maurizia Cocchi Bonora -. Dobbiamo essere noi i padroni delle nostre terre e del nostro domani». Gli attivisti del presidio locale di Libera hanno inoltre distribuito alcune copie del dossier da loro realizzato dal titolo “Emilia Ripiena, pillole di radicamento mafioso tra Castelfranco e Nonantola” in cui sono ricostruite le vicende più importanti degli ultimi anni.
La seconda fermata è stata a Nonantola dove, in via Vittorio Veneto, c’è invece un appartamento confiscato alla famiglia Perrone. In questo caso a prendere la parola è stato il vicesindaco Stefania Grenzi: «Nel nostro territorio sono presenti 17 beni. Questo è giunto alla confisca definitiva. Per questo nel dicembre scorso, come Comune, abbiamo presentato una manifestazione di interesse e il bene ci verrà consegnato a fine anno. Il progetto che vorremmo sviluppare avrà a che fare con ragazzi con problemi di disabilità».
Tutti coloro che hanno preso parte al tour si sono infine spostati a Sorbara alla Casa della Legalità. Qui hanno preso parola i membri delle numerose realtà associative del territorio che hanno scelto di affiancare Libera in questa iniziativa: la consulta del volontariato, la parrocchia di Santa Maria Assunta, Arci, Auser, Gas, Anpi, la Banda, la Casa delle donne. A percorrere il tour dei beni confiscati anche l’assessore regionale alla legalità Massimo Mezzetti il quale ha riassunto tutte le azioni messe in campo a livello politico per affrontare il problema del radicamento mafioso in regione. «Anni fa, quando ho iniziato a denunciare, mi hanno accusato di gettare fango su questo territorio. La situazione è stata per anni sottovalutata ma adesso la sensibilità è sicuramente cresciuta. È importante parlarne e, soprattutto, capire cosa avviene all’interno delle aule di tribunale. Proprio per questo motivo - ha concluso l’assessore Mezzetti - come Regione abbiamo investito più di un milione di euro per far svolgere il processo Aemilia qui, affinché si avverta ancora di più l’impegno civile, politico e sociale di tutti gli attori in gioco».
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