Dignità della damigiana
Il vino quotidiano, frutto di un appassionata ricerca, scelto e adottato dopo essersene innamorati in qualche cantina della zona, portato a casa in damigiane e imbottigliato, merita grande dignità.E’...
Il vino quotidiano, frutto di un appassionata ricerca, scelto e adottato dopo essersene innamorati in qualche cantina della zona, portato a casa in damigiane e imbottigliato, merita grande dignità.
E’ il vino che fa sentire a casa, che sposa la cucina di tutti i giorni, non impegnativo, facile ma non banale, onesto, anti snob, senza il pregiudizio di un etichetta patinata che ne può alterare la percezione del gusto, senza tabù sui tappi a corona che ad alcuni ricordano quelli della Coca-Cola, ai quali andrebbe ricordato che le più blasonate cantine francesi produttrici di champagne usano i tappi a corona durante tutta la fase della rifermentazione in bottiglia, con la sua feccia e proprio come il nostro vino in cantina di casa senza lo stress snervante che subisce il vino durante il trasporto e lo stoccaggio.
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Senza le troppe chiarificazioni o filtrazioni che rischiano di togliere l’anima al vino e gli mettono il pilota automatico, troviamo tante bottiglie in enoteca di vino rosso fermo con etichette accattivanti, vetri pesanti o col collo slanciato ma se li assaggiamo sembrano tutti simili, non si sente il territorio, mentre resta imprescindibile parlare di vino senza parlare di uomini, storie e territori, preferire il contenuto al contenitore per non essere guidati unicamente dal senso della vista che, in questo caso, è il meno interessante.
Il vino imbottigliato fai da te, diventa il vino ufficiale della propria dimora di cui essere orgogliosi, da servire agli ospiti, da portare con fierezza quando si viene invitati a cena a casa di amici.
Imbottigliare vino nella cantina di casa propria oltre che a un bellissimo rito, un tradizionale cerimoniale pieno di magia e profumi, ridona dignità al vino senza luccichii sfavillanti che possono confondere, senza doversi appoggiare ad un etichetta, senza paura di passare per parsimoniosi perché il concetto di qualità non consiste in una descrizione organolettica, ma nell’umile e alta missione di servire la tavola, il vino migliore non è quello celebrato dalla stampa, ma quello che coltiva il rispetto del suo territorio.
La soddisfazione maggiore è quella di tornare dal produttore e sentire che il vino imbottigliato si evolve bene e magari è anche migliore del suo.
* Il Lambruscologo
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