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La Modena amata da Alberto Morsiani

di ALBERTO MORSIANI
La Modena amata da Alberto Morsiani

Alberto Morsiani, critico e saggista cinematografico, oltre che direttore dell’associazione Circuito Cinema che gestisce la Sala Truffaut e il Filmstudio 7B, svela i luoghi della sua Modena. 1) La...

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Alberto Morsiani, critico e saggista cinematografico, oltre che direttore dell’associazione Circuito Cinema che gestisce la Sala Truffaut e il Filmstudio 7B, svela i luoghi della sua Modena.



1) La Stazione Piccola, con le carrozze abbandonate, la campagna e i canali attorno, luogo per me mitico di scoperta del territorio. Mi ci portava il nonno da bambino, poi ho fatto da solo. Novello Jim della Giungla o Huckleberry Finn, ci andavo a caccia di ramarri e bisce.

2) I Giardini Ducali. Anche qui mi ci portavano da bambino, davanti alla gabbia del povero leone e al piccolo stagno dove si diceva vivesse un luccio gigantesco. Poi, naturalmente, ci ho portato le mie figlie.

3) Il parco. Con le giostre, i cavallini, il trenino. Anche qui, prima da nipote poi da papà. Molto gustoso. Ma ora è trascurato.

4) Il palazzo della ex GIL, in via Bellinzona. L’hanno tirato giù, delitto capitale. Lo metto lo stesso anche se è perduto perché per me era un posto magico, il più elettrizzante edificio di Modena. Per restare in tema, le ex-scuole di Sant’Agnese, pure esse abbattute per far posto alla solita banca. Luoghi dell’anima andati via per sempre.

5) L’Abbazia di San Pietro. Dietro casa mia, le statue del Begarelli, il fantastico chiostro. Luogo di grande bellezza e serenità. C’ è ancora don Giuseppe, che fu mio insegnante di religione alle elementari.

6) I cinema di ieri e di oggi. Quelli ahimè perduti (il mitico Edera, all’aperto, quelli parrocchiali, l’Aurora di Sant’Agnese e quello della Madonna Pellegrina, il favoloso Olympia con i suoi mosaici, lo Splendor…) e quelli che per fortuna ci sono ancora. Filmstudio 7B e sala Truffaut ovviamente. Victoria, Estivo, Raffaello e Astra, gli altri rimasti, li amo uguale.

7) Gli altri luoghi della cultura modenese. Musei e biblioteche, gallerie private, teatri, le librerie antiquarie. Un tempo, la Sala di Cultura e la saletta del Pci in via Fontanelli, fondamentali per me. Ora le Passioni e la galleria dell’amico Mazzoli e della Tessi Mori. Ogni tanto vado all’Estense a respirarne la bellezza. La Feltrinelli ex- Rinascita, dove ho lasciato milioni di euro.

8) I locali, i pub, i ristoranti. Da ragazzo, l’osteria Juffa e i Tri Scalein. Ora, Ermes, l’Aldina, l’Infame di fronte a casa mia. L’Osteria del Bottegaio di Ale per il jazz. I bar: quello di Cesarone in Carteria, covo di interisti come me. Il Caffè dell’Università, il Bar Tiffany di via Canalino per le colazioni. Il pub Mr. Brown in Gallucci con Luca lo juventino. E i cinesi in Pomposa per l’happy hour.

9) GilMotor del Gibo e Manuel in via Nicoli. Hanno avuto in cura le mie motociclette con grande carineria da decenni a questa parte. Stessa cosa, per le auto, Carcenter di Giordano, Stefano e gli altri. Quando si va oltre al rapporto di semplice cliente.

10) Lo stadio Braglia. Dove ho assistito soffrendo dagli anni Sessanta alle discese ardite e risalite del Modena. Speriamo ci si rimetta in palla. La piscina di via Dogali, quasi una seconda casa per me.



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