Messaggi in bottiglia
Tra le dune di Perth, in Australia, Tonya e Kym Illmann hanno rinvenuto il messaggio in bottiglia più antico mai ritrovato. È datato 12 giugno 1886. Ad affidarlo alle acque l’equipaggio della nave...
Tra le dune di Perth, in Australia, Tonya e Kym Illmann hanno rinvenuto il messaggio in bottiglia più antico mai ritrovato. È datato 12 giugno 1886. Ad affidarlo alle acque l’equipaggio della nave tedesca Paula. Il giornale di bordo conferma che la bottiglia era stata gettata in mare proprio quel giorno per tentare di comprendere le correnti oceaniche. Il record precedente era di un foglio ritrovato all’inizio del ‘900 sulla battigia di Amrum Island, costa tedesca del Mare del Nord. Veniva dalla Marine Biological Association di Plymouth, anche in questo caso l’intenzione della missiva era scientifica. Ma la cronaca è zeppa di ritrovamenti anche più intriganti. Nel 1944 fu ritrovato un pezzo di legno di cocco testimone del naufragio del marinaio giapponese Chunosuke Matsuyama e dei suoi 43 compagni, avvenuto nel 1744 su un’isola del sud del Pacifico. Jeremiah Burke e sua cugina Nora Hegarty, rispettivamente 19 e 18 anni, stavano raggiungendo la famiglia negli Stati Uniti a bordo del Titanic. A Jeremiah non restò che infilare in una bottiglia d’acqua santa un biglietto con scritto “Dal Titanic, addio tutto, Burke di Glanmire”. Una lettera alla moglie scritta nel 1914 da un soldato destinato a morire in battaglia due giorni dopo e affidata alle correnti della Manica, fu ritrovata nel Tamigi nel 1999. La destinataria, deceduta nel 1979, non la lesse mai. Circa quarant’anni fa Sting, Andy Summers e Stewart Copeland mettevano i Police al centro dell’universo musicale con “Message in a bottle”, un brano che ha attraversato le onde sonore proprio come una lettera che viene dal mare. In questo gesto, capace perfino di dare origine a cercatori professionisti con tanto di sito web, c’è tutto il fascino del mistero. Noi che abbiamo generato i nativi digitali, che siamo capaci di tutto, ma non dell’attesa, siamo distanti ben più di un braccio di mare, dalla pratica dei messaggi in bottiglia. Secondo Roberto Cotroneo “Sul web nulla si crea e nulla si distrugge. È un oceano dove ogni cosa resta sul fondo Puoi chiedere che qualcosa affiori, ma non è detto che troverai il relitto o il messaggio in bottiglia giusto. Non puoi immergerti per cercare, perché sarebbe impossibile”.
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