Modena, il "dovere della scelta": la lezione di Gina Borellini
Si intitola “Vorrei dire ai Giovani - Gina Borellini, un’eredità di tutti”, il film dedicato alla storica parlamentare e partigiana modenese Gina Borellini. Il film, scritto da Caterina Liotti e...
MODENA. Si intitola “Vorrei dire ai Giovani - Gina Borellini, un’eredità di tutti”, il film dedicato alla storica parlamentare e partigiana modenese Gina Borellini. Il film, scritto da Caterina Liotti e Francesco Zarzana, diretto da Zarzana con l’attrice Claudia Campagnola, verrà proiettato domenica 25 marzo, al Teatro San Carlo, alle 16, con replica alle 18.30 (l’invito valido per due persone per quest’ultima proiezione si può ritirare presso la segreteria organizzativa nella sala del Consorzio Creativo, via dello Zono, dalle 9 alle 17 fino ad esaurimento posti). Per saperne di più abbiamo parlato con Caterina Liotti, storica e archivista, fino al 2009, presidente del Centro Documentazione Donna che ha contribuito alla stesura dei testi per il film.
Come è nato il progetto?
«Sono stata io a segnalare a Francesco l’importanza della storia dell’on. Gina Borellini. Una delle quattro donne in tutta Italia a ricevere da vivente la Medaglia d’oro al valor militare per le sue azioni partigiane, una delle pochissime donne a entrare nel primo Parlamento nel 1948, dove rimase fino al 1963 occupandosi della difesa dei valori dell’antifascismo, dell’emancipazione delle donne e dei più deboli in generale. Ho studiato la sua vita grazie alla donazione delle sue carte d’archivio al Centro documentazione donna da parte del figlio Euro Martini e pubblicato con Mariagiulia Sandonà un libro “Un paltò per l’onorevole” nel 2009 (ristampato nel 2017 e che presenteremo a Buk il 24 marzo alle 17) e ho curato con Barbara Pederzini la mostra “Gina Borellini. Un’eredità di tutti”. Realizzare un docu-film era un sogno che avevo e che Francesco ha subito condiviso e fatto suo, realizzandolo in un modo, a mio avviso, spettacolare, grazie a un gruppo di lavoro di professionisti eccellenti, prima fra tutte Claudia Campagnola che interpreta Gina Borellini».
Quanto è durato il percorso di stesura del film?
«La scrittura dei testi è avvenuta a quattro mani ed è durata 4/5 mesi. La difficoltà più grande è stata quella della selezione per arrivare a raccontare una storia così ricca di sfaccettature in soli 60 minuti. Devo confessare che io ero troppo coinvolta, avrei voluto inserire tantissime cose, ma poi mi sono lasciata convincere dall’esperienza di Francesco e insieme abbiamo puntato sui passaggi fondamentali a trasmettere il senso di questa vita straordinaria».
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Cosa pensa che possa comunicare oggi la figura di questa grande donna?
«L’attualità della figura di Gina Borellini sta tutta nella sua testimonianza di una vita vissuta con alto impegno civile e del “dovere della scelta”, assunto senza compromessi nella lotta al fascismo. Un concetto di partecipazione politica capace di migliorare le condizioni di vita e a creare una società più giusta. E credo che, in questo momento, dell’impegno e della partecipazione, affinché la politica sia intesa nel suo valore più alto, ci sia molto bisogno. Questo è anche il senso del titolo “Vorrei dire ai giovani” che riprende le stesse parole che abbiamo scelto anche per la stele in suo ricordo, allestita nel Parco della Resistenza nell’aprile dell’anno scorso, nel decimo anniversario della sua morte. Il Centro documentazione donna è con Buk e ProgettArte uno dei soggetti promotori del docu-film proprio per questo lavoro storico e di scrittura dei testi e per la messa a disposizione di documenti e immagini provenienti dall'Archivio Borellini, utilizzate nella costruzione del docu-film».
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