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Panaria perde in Borsa dopo le chiusure in Usa

Panaria perde in Borsa dopo le chiusure in Usa

Gli uragani in Florida e la debolezza del dollaro hanno penalizzato l’attività Emilio Mussini: «I nostri investimenti consolideranno la posizione nel mondo»

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Per Panariagroup, importante Gruppo ceramico con sede a Finale, la giornata di ieri a Piazza Affari ha fatto segnare un significativo meno 9,40 a quota 4,53 euro che denota una fase di perplessità dei mercati nei confronti dell’azienda.

Secondo i più accreditati analisti milanesi la spiegazione va ricercata nelle chiusure delle sedi in Florida durante gli uragani e la debolezza del dollaro. Ma d’altra parte c’è Banca Imi a sostenere che le prospettive 2018 sono buone, mantenendo sul titolo valutazioni positive con un prezzo obiettivo a 7,9 euro e spiegando che «i risultati 2017 hanno rispecchiato le sue attese sul fronte dei ricavi (384,6 milioni di euro, +2%), mentre hanno deluso le aspettative sul fronte della redditività (il margine operativo lordo è stato pari a 42,7 milioni di euro dai 40,8 milioni di euro del 2016, con una crescita del 4,7%, e l'utile netto si è attestato a 11,4 milioni di euro dagli 11,2 milioni del 2016) per una contrazione dei margini maggiore delle previsioni per l’unità organizzativa americana».

Il fatturato sul mercato statunitense ha subito una contrazione del 5,5% in euro, determinato dall'indebolimento del dollaro rispetto all'euro (-2%), che ha portato a una riduzione del volume d'affari (3,5%). L'incidenza dei mercati statunitensi sul totale dei ricavi di Panariagroup è del 35 per cento. Banca Imi afferma che il business americano è stato penalizzato anche da una riduzione dei volumi dopo gli uragani Harvey e Irma che hanno colpito Texas, Georgia e Florida, causando una chiusura per lungo tempo dei negozi di piastrelle in queste aree. Gli analisti della banca d'affari sottolineano però che «il management ha parlato di un outlook positivo per il mercato Usa nei prossimi anni nonostante il contesto economico caratterizzato da una pressione competitiva più forte».

Il Gruppo ha fatto registrare risultati solidi nella divisione europea con un aumento del giro d'affari della divisione italiana del 6% e del 9,6% di quella portoghese.

«Per il futuro siamo confidenti che gli investimenti e gli sforzi fatti negli ultimi anni - ha detto Emilio Mussini, presidente di Panariagroup - possano portare al rafforzamento della struttura organizzativa, industriale e commerciale, con un rafforzamento del presidio dei diversi canali a livello internazionale, che concorreranno a consolidare la nostra posizione tra i leader mondiali». Panariagroup Industrie Ceramiche è un gruppo multinazionale che si occupa della produzione e distribuzione di superfici in ceramica per pavimenti e rivestimenti. Sono oltre 1.600 i dipendenti, oltre 10.000 i clienti professionali, 6 gli stabilimenti produttivi (3 in Italia, 2 in Portogallo e 1 negli Stati Uniti). L’azienda si definisce «un player di riferimento nel proprio settore sulla fascia alta e lusso con una distribuzione geografica delle vendite focalizzata per l’82% sui mercati esteri. Specializzato nella produzione di grès porcellanato e grès laminato, tramite i propri nove brand commerciali: Panaria Ceramica, Lea Ceramiche, Cotto D’Este, Blustyle e Fiordo, in Italia, Margres e Love Tiles in Portogallo, Florida Tile negli Stati Uniti e Bellissimo in India».

Stefano Turcato

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