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«Twin Set, trasferiti solo gli iscritti alla Cgil»

«Twin Set, trasferiti solo gli iscritti alla Cgil»

Il sindacalista Greco: «Chi osa ribellarsi alla proprietà viene messo nell’angolo» Nell’aria la vendita del gruppo entro l’anno dopo il rifinanziamento del debito

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La Cgil sta seguendo molto attentamente il “caso Twin Set”: a tre impiegati del reparto retail è stato comunicato improvvisamente che dovranno trasferirsi a Milano. Questo senza che possano beneficiare di rimborsi per il viaggio o di un sostegno economico nel caso decidano di trasferirsi lì. Senza contare il disagio del lasciare la famiglia.

«Stiamo tenendo spesso incontri con i lavoratori - sottolinea Sergio Greco di Cgil Filctem - Stiamo inoltre valutando il ricorso alle vie legali secondo varie forme che dobbiamo ancora decidere definitivamente. Quanto è certo è che su quattro lavoratori trasferiti a Milano, i tre iscritti alla Cgil non sono stati accontentati. Ovvero, a loro, che non vorrebbero trasferirsi, non viene concesso di rimanere a Carpi. Una situazione che appare singolare, se si considera che a un quarto addetto che non è iscritto al sindacato e immediatamente si è adeguato alla richiesta di andare a Milano, è stato invece concesso di ritornare a Carpi. Confidiamo di potere chiarire al più presto insieme all’azienda. Noi vogliamo capire che cosa succede nel presente, ma anche per il futuro dei dipendenti. Come sindacalista sono molto preoccupato. Com’è avvenuto in Castelfrigo (cooperativa di Castelnuovo che opera nel settore carni, ndr)chi osa ribellarsi a un ordine viene bocciato. Chi si adegua è promosso, invece. Ancora una volta, sul territorio modenese, chi tiene la schiena dritta viene messo in un cantuccio» conclude Greco.

La situazione non è rosea anche perché c’è chi sostiene che il comportamento dei vertici aziendali sia legato al fatto che, entro l’anno, l’azienda potrebbe essere venduta dal fondo Carlyle che, di recente, ha rifinanziato il debito del gruppo. Poche settimane fa è stato collocato un bond da 170 milioni di euro con scadenza nel 2025, quotato al Terzo Mercato gestito dalla Borsa di Vienna. Quanto derivato dall’operazione è stato utilizzato in larga parte per riacquistare un bond da 150 milioni emesso nel 2014. Gli altri proventi rimborseranno un finanziamento soci da parte di Carlyle.

I primi nove mesi del 2017 sono stati chiusi con 202,3 milioni di ricavi. Un risultato in calo se si considera che nel 2016 erano 203,6 milioni. Il fatturato 2017 dovrebbe invece assestarsi su dati stabili, in linea con il 2016. E sarebbe in corso un beauty contest per scegliere l’advisor finanziario, la banca, cioè alla quale potrebbe essere affidato un incarico di cessione.

Serena Arbizzi

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