Ago, filo e telaio: alla bottega dei Gozzi si fanno libri come cent’anni fa
Federico Montaguti e Davide Montorsi gestiscono la legatoria artistica nata nel 1902
MODENA. Una tecnica, ma soprattutto una passione che si tramanda da oltre cent’anni, da quando Dante Gozzi nel 1902 aprì le porte della “Bottega dei Gozzi”. La prima sede si trovava in centro a Modena, non dove si trova attualmente, in via Toscanini, ed era una legatoria artistica con laboratorio di restauro. Da allora si sono susseguite tre generazioni di Gozzi che poi hanno passato la mano a Pierangelo Faggioli, prima allievo e socio di Pietro Gozzi, e poi ad una giovane promessa del restauro, Federico Montaguti.
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Ma non è finita qui: un giorno entra in negozio un altro giovane, Davide Montorsi, un serigrafo che stampa con colori naturali. Da qualche anno quindi quest’altra attività, “Medulla”, è entrata a pieno titolo nella bottega, che continua a guardare al passato grazie agli strumenti utilizzati per lavorare, quelli ancora di cent’anni fa, alle tecniche tramandate dai Gozzi e ai materiali, con un ricco magazzino di pergamene e carte antiche.
All’interno della bottega Federico è intento a lavorare sulla preparazione di un libro: «Sto cucendo un libro come si faceva cent’anni fa, con l’utilizzo di telaio, filo e ago. Tutti i libri che escono dalla bottega sono cuciti a mano come anche la realizzazione del capitello e delle copertine». Un luogo che profuma di tradizione e storia ma anche con una forte vocazione al futuro, tra mille idee creative e sostenibili che i due giovani portano avanti ogni giorno.
Come è nato questo lavoro e il vostro incontro professionale?
Federico: «Io sono stato il primo ad essere arrivato qui, si può dire quasi per caso. Una decina di anni fa, quando ero solo uno studente di Beni Culturali e all’interno del corso di laurea scoprii l’esistenza del mondo del libro antico che iniziò ad affascinarmi parecchio. Nello stesso periodo sono venuto a conoscenza di questa bottega scoprendo anche che era una delle più importanti d’Italia nel campo della legatoria. Una volta laureato ho deciso di venire a bussare a questa porta, offrendomi e scoprendo, con mio grande stupore, che stavano proprio cercando una persona. Da lì è nato questo amore che continua da dieci anni, prima come garzone del mio maestro, Pierangelo Faggioli poi come socio e infine, quando Faggioli è andato in pensione, con Davide che ho conosciuto per caso. Lui aveva inaugurato “Medulla”, un’attività di serigrafia naturale e così, dopo alcuni lavori, abbiamo deciso di continuare insieme».
Quali sono i vostri settori lavorativi?
Federico: «Noi operiamo in tre settori: editoria facsimilare di pregio, quindi la realizzazione di più copie di pregio di un volume unico conservato presso una determinata biblioteca. Queste copie vengono fatte il più fedelmente possibile all’originale, utilizzando anche tecniche del passato. Inoltre ci occupiamo di legatoria d’arte, esecuzione di un volume personalizzato seguendo le esigenze del cliente e il restauro di libri antichi».
Davide: «Le varie fasi della creazione del libro, un parte fondamentale del nostro lavoro, sono eseguite tutte a mano, quindi dalla piegatura dei fogli alla creazione dei fascicoli, alla cucitura, alla realizzazione del capitello, alla creazione della copertina è tutto fatto a mano, avvalendoci di ferri e strumenti con quattro generazioni di lavoro alle spalle».
Per quanto riguarda invece il reparto di serigrafia, di cosa si tratta?
Davide: «La serigrafia è una tecnica di stampa, molto utilizzata anche in campo industriale; però quella che facciamo noi ha una particolarità che sono, appunto, i colori, che derivano da pigmenti naturali quindi da piante, da terre, da fiori, da radici, da cortecce. Ogni pianta ha un suo pigmento, un suo colore che poi viene estratto e utilizzato per stampare poster o decori su t-shirt. Per quanto riguarda i pigmenti, alcuni li ricaviamo noi, altri invece sono estratti da esperti, la tecnica di estrazione è antica e si rifà in parte al libro dell’arte di Cennino Cennini, “La Bibbia” di ogni restauratore, che spiega come facevano il colore prima della chimica».
Nella vostra bottega infatti sono presenti molte t-shirt con stampe, chi le disegna?
Davide: «A Modena siamo fortunati perché abbiamo tanti artisti condensati in pochi chilometri quindi riusciamo ad avere tantissime collaborazioni con professionisti di grande rilievo con i quali nasce sempre qualcosa di interessante. Dopo aver elaborato colori 100% naturali non possiamo ignorare il supporto di stampa, partendo dalla carta (usiamo solo carta FSC o 100% cotone realizzata a mano da un maestro cartaio di Fabriano), arrivando al tessuto, sempre certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) e Fair Wear (nessun sfruttamento dei lavoratori). Per noi questo sono requisiti di base».
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