Figlia denuncia il padre per stalking: condannato
Era perseguitata con messaggi continui, appostamenti e ripetute telefonate L’uomo dovrà risarcire la ragazza per 20mila euro. Pena di un anno e sei mesi
Ossessionava la figlia con sms, appostamenti, telefonate fiume che si trasformavano in interrogatori, invadenza di vario tipo in tutti gli ambiti della vita della ragazza. Fino a quando la madre della giovane minorenne, nel 2015, ha deciso di sporgere denuncia contro il padre. Nel processo, poi, la figlia, che nel frattempo è diventata maggiorenne ed è subentrata alla madre come parte civile e ieri ha vinto. Il padre è stato condannato a un anno e sei mesi senza sospensione condizionale per stalking. In aggiunta, dovrà risarcire alla figlia 20mila euro.
Un libero professionista cinquantenne di Carpi per anni ha vessato la figlia. Un tipo di stalking che non includeva violenza fisica, ma una persecuzione psicologica. Un sottile gioco al massacro con l’obiettivo di colpire la madre della ragazza, con la quale vive la giovane. L’uomo voleva offendere la madre e la famiglia della madre. Tanto che, avendo notato il forte stato di malessere della giovane, la madre in quanto esercente la patria potestà è stata spinta a sporgere denuncia, tre anni fa, dopo un lungo periodo fatto di anni di varie vicissitudini. In questo frangente, la figlia ha compiuto 18 anni e ha potuto costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario. L’uomo, infatti, aspettava la figlia fuori da scuola, faceva piazzate, chiamava i carabinieri se lei non si presentava da lui. Questo nonostante il tribunale dei minori avesse lasciato la possibilità di scegliere se e quando frequentare il padre. I comportamenti vessatori sono proseguiti senza sosta. Tanto che, nei confronti del libero professionista, è scattato il divieto di avvicinamento e di ogni tipo di contatto nei confronti della figlia.
Il procedimento giudiziario ha previsto, oltre all’udienza preliminare, almeno sei udienze dibattimentali. Ieri si è giunti alla sentenza, emessa dal giudice Cristina Bellentani che ha stabilito la pena di un anno e sei mesi senza sospensione condizionale a carico dell’uomo.
La figlia è difesa dall’avvocato Maria Grazia Menozzi di Massa, mentre la controparte, il libero professionista, è difeso da Angela Pigoni.
Oltre alla pena e al risarcimento, rimane a carico del cinquantenne il divieto di avvicinamento alla figlia.
L’uomo è stato ascoltato due volte durante le udienze: la deposizione è durata in tutto circa sei ore.
Mentre, ieri, il professionista ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee per completare il suo quadro della situazione.
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