Hera, il Comune non venderà le azioni
Mani libere invece per Castelfranco e distretto ceramico. La multiutility presenta 216 milioni di investimenti in quattro anni
Modena non vende, gli altri probabilmente sì: con una mossa che da una parte lascia inalterato il peso del sistema modenese nel patto di sindacato e dall’altra libera le mani a diversi Comuni - Distretto ceramico in testa - il Comune ha così “congelato” oltre 3,6 milioni di azioni Hera, portando così a 72 (su 97) i milioni bloccati, e rinunciando di fatto a vendere quote per il prossimo triennio.
La decisione è stata illustrata lunedì scorso dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli durante la commissione Risorse, dedicata proprio al rinnovo dei patti parasociali della multiutility: «L’azienda - ha detto il primo cittadino - rappresenta un solido riferimento per il territorio sia in termini di servizi, sia per quanto riguarda investimenti e occupazione». La delibera, che verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio comunale, prevede il rinnovo per un triennio dei patti di sindacato sottoscritti nel 2015 per garantire il controllo strategico pubblico della società bloccando il 38% delle azioni di proprietà degli enti locali con un vincolo di intrasferibilità, una quota sufficiente ad assicurare la maggioranza dei diritti di voto grazie al cosiddetto “voto maggiorato” introdotto nello Statuto sociale proprio nel 2015. E la novità per il prossimo triennio viene dal patto di secondo livello, con una diversa distribuzione della quota di azioni bloccate: di fatto, il Comune di Modena bloccherà altri tre milioni e 600mila euro, portando così a 72 milioni (sui 97 posseduti) la quota di azioni invendibili. Un questo modo, diversi Comuni che al momento non avevano azioni trasferibili - Castelfranco, Sassuolo, Formigine, Maranello, Fiorano e Palagano - potranno vendere, mentre altri (come Pavullo e Serra) potranno aumentare la propria quota.
«Rimane comunque un buon margine se nel triennio ci fosse la necessità di vendere azioni - ha spiegato Muzzarelli - ma è un’eventualità che al momento non è prevista. Diversi Comuni, invece, questa necessità potrebbero averla e quindi si è valutato di svincolare dal blocco una quota delle loro azioni per renderle trasferibili. Grazie al blocco aggiuntivo del Comune di Modena, però, il peso del sistema modenese nel patto di sindacato generale rimane inalterato». Piano industriale 2017-2021: territorio al centro E sempre a proposito di Hera, ieri pomeriggio, nella seduta congiunta delle commissioni Risorse e Seta, il presidente Tomaso Tommasi di Vignano e l’amministratore delegato Stefano Venier hanno presentato le priorità strategiche del piano industriale 2017-2021.
Al centro resta l’attenzione per il territorio, a cui vengono destinati importanti investimenti (circa 216 milioni solo nel modenese), e un percorso di crescita, elaborato nel rispetto degli equilibri finanziari, per continuare a creare valore per gli stakeholder e allo stesso tempo garantire flessibilità finanziaria per nuovi sviluppi. Impegni testimoniati anche da un utile per azione in crescita di circa il 5% medio annuo dal 2016 al 2021 e da una politica dei dividendi migliorativa rispetto al passato e alle previsioni del precedente documento strategico. Il dividendo raggiungerà i 9,5 centesimi per azione già a partire dalla competenza 2017 per salire a 10 centesimi nel 2018 e 2019 e arrivare fino ai 10,5 centesimi degli anni 2020 e 2021 (+17% rispetto all’ultimo pagamento del dividendo).
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