Gazzetta di Modena

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LA TESTIMONIANZA 

Il welfare come investimento che dà opportunità ai disabili

VIGNOLA. È una bella visione di welfare quella raccontata da Marco Franchini, amministratore unico dell’Asp “G. Gasparini” azienda pubblica in prima linea nei servizi alla persona nell’Unione Terre...

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VIGNOLA. È una bella visione di welfare quella raccontata da Marco Franchini, amministratore unico dell’Asp “G. Gasparini” azienda pubblica in prima linea nei servizi alla persona nell’Unione Terre di Castelli. «Il welfare è lo strumento con cui misuriamo il tasso di efficienza di una comunità. Può essere luogo di assistenzialismo o di generazione: per me deve essere luogo di generazione. Perché credo in una società in cui “investimento” è la parola più bella, investimento non solo economico ma umano che si traduce in una semplice risposta: se tu, cittadino, hai voglia di metterti in gioco, io (pubblico) ti metto nella condizione di poterlo fare». Alcuni esempi di questa visione sono il laboratorio occupazionale cASPita di via Agnini a Vignola, dove ragazzi con disabilità vengono avviati al lavoro eseguendo manufatti artigianali e lavorazioni in conto terzi per aziende del territorio, gestendo anche uno spazio vendita dei propri prodotti realizzato insieme alle eccellenze artigianali del nostro territorio e con l’aiuto prezioso dei volontari. C’è poi l’esperienza del Chiosco di Marano, dove ragazzi disabili e volontari gestiscono il chiosco del Parco delle Bocce, idea nata dalla collaborazione tra l’associazione Magicamente liberi, il Comune di Marano, la stessa Asp e l’Unione Terre di Castelli, coordinati dal Centro Servizi per il Volontariato di Modena. «Dal welfare dobbiamo pretendere tantissimo, non accontentarci. Perché il welfare diventa assistenziale quando ci si accontenta, quando si smette di innovare – afferma Franchini - Il mondo si è globalizzato nelle esperienze e nei confini e in tutto questo, la persona rischia di rimanere indietro. Il welfare non può rimanere quello che era prima. Le sfide che ci aspettano sono grandi e richiedono energia e coordinamento. Se mettiamo al centro la persona, potremo trovare lo spazio di intersezione dove gestire al meglio questo cambiamento, diventando attrattivi per tutti». (l.s.)

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