Gazzetta di Modena

Modena

Incendio, Unipol non paga ma il giudice la condanna

di Carlo Gregori
Incendio, Unipol non paga ma il giudice la condanna

Attentato contro un’azienda agricola: l’assicurazione invoca il “sabotaggio” che esclude il risarcimento danni. Ma la sentenza non riconosce la motivazione

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L'azienda vinicola modenese in Sardegna subisce ben due attentati, prima un incendio doloso e poi l'esplosione di una casa, non si trovano i responsabili e alla fine l'assicurazione, UnipolSai, annuncia di non voler pagare i danni, che si aggirano intorno ai 100mila euro, affermando che si tratta di un caso di «sabotaggio organizzato». La proprietà dell'azienda agricola porta davanti al giudice del Tribunale Civile di Modena il caso e il giudice riconosce che non si può trattare di “sabotaggio organizzato” perché non ce n'è prova: l'azienda va risarcita.

Il caso riguarda una tenuta agricola che l'azienda di Modena detiene e conduce a Calangianus, in località Pedra Maiora, in Sardegna. Un'azienda specializzata in viticoltura e olivicoltura che dà lavoro a parecchi contadini. Nel maggio 2013, una notte subì un grave incendio doloso. Qualcuno si introdusse all'interno del capannone principale, dove si trovavano anche abiti e attrezzature dei dipendenti, e diede fuoco al trattore. Le fiamme però intaccarono la struttura del capannone che riportò gravi danni soprattutto al soffitto. Poi, in dicembre, dato che “l'avvertimento” dell'anonimo criminale non bastava, venne collocata una bomba in una casa in costruzione che esplose senza per fortuna ferire nessuno. In entrambi, da allora i casi le indagini dei carabinieri sono rimaste “contro ignoti” e non si è arrivati a punti fermi sul movente ed eventuali mandanti. Nel frattempo per l'azienda modenese era invece importante riparare i danni e ripartire con l'attività. Il conto dei due gesti dolosi ammontava a 94.176 euro, una cifra non piccola. Ma l'assicurazione, Unipol, si rifiutò di pagare: sosteneva che i danni erano stati provocati da “sabotaggio organizzato”, una delle eventualità nella seconda clausola del contratto della polizza che, con i tumulti popolari, le sommosse e il terrorismo, non è ha copertura danni.

Il “sabotaggio organizzato” è qualcosa di molto più complesso e elaborato di un semplice sabotaggio che poteva compiere un singolo dipendente o un vicino, per fare un esempio. Infatti il giudice nota subito nella sentenza che il sabotaggio organizzato riguarda solo o gruppi organizzati o singoli mandati da una organizzazione di solito con scopi militari o politici. In questo caso, però, non esiste una prova che dietro i due gesti dolosi, per quanto gravi, ci fossero agenti e organizzazioni. L'assicurazione che poteva portarne prova sarebbe stata in questo modo esentata dal pagare i danni ma non l'ha fatto. Il giudice condanna perciò l’assicurazione a pagare i danni per oltre 94mila euro in aggiunta a una rivalutazione dei quattro anni trascorsi in base agli indicatori Istat e al pagamento delle spese processuali sostenute dall’azienda modenese.

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