Modena, weekend con il Fai a caccia di arte e bellezze
Al via le iniziative di primavera: nel week end porte aperte a Palazzo Borsari, villa Lonardi di San Donnino e ai palazzi settecenteschi di Finale Emilia
MODENA. Il mai visitabile Palazzo Borsari sede del consorzio Bonifica Burana di corso Vittorio Emanuele a Modena, la straordinaria villa liberty Lonardi di San Donnino e una “infilata” di palazzi settecenteschi a Finale. E’ questo il menù del fine settimana - sabato e domenica - che caratterizza nella nostra provincia l’iniziativa “Giornate di Primavera”, del Fai Fondo Ambiente Italiano, che si svolgono in tutta Italia in oltre mille siti storici spesso mai visti.
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La Delegazione Fai di Modena offre agli appassionati, dunque, la possibilità di accedere alle sale di rappresentanza dello storico Palazzo Borsari dove i visitatori vedranno alcuni saloni affrescati nell’Ottocento e una serie di preziose foto, quadri e mappe antiche relative al lavoro di questa istituzione. I visitatori potranno quindi conoscere le funzioni del Consorzio che mantiene in questa storica sede il punto nevralgico per la gestione del sistema di bonifica fatto di 2.200 chilometri di canali e decine di impianti idraulici.
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Ma non è da meno villa Lonardi, uno dei massimi esempi di architettura liberty in Italia: costruita nel 1910-11 su progetto di Ferdinando Messerotti Benvenuti e decorazioni di Aroldo Bonzagni la villa fu anche teatro di una celebre scena di “Novecento” di Bernardo Bertolucci con Robert De Niro e Dominique Sanda. Anche a Finale i visitatori avranno modo di ammirare una serie di beni storici solitamente non visibili: sarà possibile visitare, in parte solo all’esterno a causa dei danni del sisma, i palazzi Ferraresi, Bresciani-Rodriguez, Borsari, Nannini-Spinelli, Finetti e via Oberdan. Ieri la presentazione della manifestazione.
""Mettiamo al centro la storia di Modena nel ‘900 e quella di Finale nel ‘700 - spiega il presidente di Fai Modena Vittorio Cavani e Marina Speziali, delegata della Bassa - sempre grazie ai tanti volontari che ci supportano e agli apprendisti Ciceroni che faranno da guida per un giorno ai visitatori». Presente anche il vicesindaco Gianpietro Cavazza: ""Si vedono patrimoni spesso sconosciuti grazie ai proprietari che per un tempo limitato mettono a disposizione del pubblico i loro beni"". Il direttore del Consorzio Burana, Cinalberto Bertozzi e il presidente Francesco Vincenzi, ricordano che ""l’edificio fu fatto costruire come simbolo di prestigio dalla famiglia Borsari di Finale Emilia e nel 1948, dopo il restauro a seguito dei danni dovuti ai bombardamenti della guerra, fu acquistato dall’allora Consorzio Interprovinciale per la bonifica di Burana. Il palazzo era collocata a due passi dalla Darsena di Modena"". Per ogni informazione riguardante la modalità delle visite si consiglia di consultare il sito www.giornatefai.it.
Stefano Luppi
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