Modena. Picchi la moglie? Ti sequestro ogni arma
In caso di liti tra famigliari o tra vicini oppure di stalking subito via pistole e fucili da caccia. L’anno scorso 29 confische
MODENA. «Ma uno così, dopo che la moglie aveva raccontato e denunciato tutte le violenze che aveva subìto, perché era ancora armato? Perché non gli è stata subito tolta la pistola?». Quante volte abbiamo commentato in questo modo, inorridendo per il femmicinicidio e indignandoci per il contesto in cui questo reato d’omicidio sia potuto svolgersi. Armi e ancora armi, pistole con tanto di permesso rilasciato dalle autorità per difesa personale o per pratica sportiva e che poi, alla fine, vengono usate contro mogli o ex mogli, contro i fantasmi di ladri o di rapinatori, creando una spirale violenta e micidiale che va stroncata sul nascere.
Come fare? Con una prevenzione rigorosa e attenta. In questi giorni il questore di Modena Filippo Santarelli ha emanato una circolare che affronta questo problema, sancendo di fatto un giro di vite: a tutte le forze dell’ordine del territorio, non solo polizia quindi, viene chiesta la massima attenzione in caso di denunce, di prime richieste di ammonimento per episodi di stalking, di furibonde liti famigliari e di diatribe con i vicini.
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Massima attenzione per applicare la linea dura: se qualcuno dei protagonisti è possessore di un’arma bisogna procedere al sequestro e al ritiro di ogni autorizzazione o tesserino. Questo vale anche se il picchiatore è un cacciatore e a casa ha una collezione di preziose doppiette.
Come scrive il questore: «Una mera conflittualità relazionale (liti famigliari, condominiali ecc.) di per sé sola è sufficiente a costituire pericolo indipendentemente dalla quota di responsabilità individuali dei soggetti coinvolti, non risultando pertanto necessario la consumazione del reato, in una prospettiva necessariamente rigorosa alla luce degli orientamenti giurisprudenziali nonché dei tragici fatti di cronaca che interessano in particolare il fenomeno del femmicinicidio». Ma Modena, per quanto litigiosa, è davvero così armata?
Nicolò D'Amico, primo dirigente della polizia di Stato e dirigente della polizia amministrativa sociale e dell'Immigrazione spiega che Modena non è particolarmente “armata”, non si discosta dalla media nazionale della altre città con caratteristiche simili. In città e in provincia sono presenti e attive 30mila armi. Diecimila complessivamente sono quelle ottenute con regolare permesso per la caccia e quelle che vengono utilizzate per l’attività e la pratica sportiva. Le altre ventimila sono quelle per difesa personale: il numero però è comprensivo delle armi (e quindi delle licenze) denunciate, ad esempio, 50 anni fa, un numero che rappresenta un accumulo nel tempo, mentre per caccia e sport ci sono, dopo determinati periodi, dei rinnovi per legge, il dato è più “fresco”.
La linea dura è già scattata e l'arsenale della polizia si sta riempiendo. Uno sguardo all’anno scorso: i sequestri sono stati ventinove di cui undici dopo interventi a seguito di liti, nove dopo la segnalazione dell’Asl che erano venute a mancare le garanzie psicofisiche (più psico che fisiche nel 90% dei casi) del possessore di armi, nove casi in seguito a denunce per stalking.
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