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Scritte contro Biagi: Bologna avvia indagini

Scritte contro Biagi: Bologna avvia indagini

Il procuratore capo Amato: la Digos di Modena è sulle tracce degli autori delle frasi che esaltano le Br

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La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sulle scritte comparse a Modena contro Marco Biagi nell'anniversario della sua morte. Scritte murali infamanti: «Marco Biagi non pedala più»; «Onore a Mario Galesi, onore ai compagni combattenti»; «1.000 Biagi») tutte apparse sui muri della facoltà di Economia dove insegnava il giuslavorista ucciso dalle Br e rese pubbliche dal suo allievo Michele Tiraboschi. Lo ha affermato ieri mattina durante un incontro con la stampa il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato senza aggiungere ulteriori particolari.

Le indagini sono già iniziate e le conduce la Digos di Modena. L’ipotesi di accusa è di apologia di reato aggravata da finalità di terrorismo. Stando a una prima ipotesi, le scritte - già cancellate - parrebbero essere state tracciate tutte da una stessa mano. Sicuramente il “lettering” utilizzato per scriverle con le bombolette spray è identico. L’autore però potrebbe non essere stato solo mentre scriveva sui muri del Foro Boario in via Berengario. Per questo si stanno setacciando tutte le immagini di telecamere pubbliche della zona e ovviamente anche quelle dell’Università.

È la prima volta in tanti anni che vengono scritte frasi oltraggiose sul professore di Diritto del Lavoro ucciso e soprattutto per esaltare i suoi assassini, soprattutto quel Mario Galesi , esponente delle Nuove Br-Pcc, ucciso in uno scontro a fuoco su un treno. Le scritte hanno una connotazione volutamente provocatoria e che infatti ha suscitato indignazione corale non solo tra tutte le forze politiche e istituzionali (dal sindaco al presidente della Regione fino alle alte cariche dello Stato e a rappresentanti di ogni partito) ma anche all’interno del mondo universitario, a cominciare dal rettore Angelo Andrisano, che si è detto profondamente turbato. L’iniziativa dell’imbrattamuri simpatizzante delle Br si inserisce nell’ambito della dura polemica scoppiata per le parole della Br “irriducibile” Barbara Balzerani che accusa le vittime e i loro familiari di avere un’esclusiva di parola e attacca il quarantennale dell’omicidio di Aldo Moro. Parole, queste, che hanno suscitato scandalo e grande amarezza e che ora si saldano con quelle dell’anonimo imbrattatore della facoltà di Economia, che proprio per il suo sacrificio di oggi chiama “Marco Biagi”. Lo ha ricordato proprio il figlio del docente universitario ucciso la sera del 19 marzo 2002 quando, a Bologna, stava tornando in bici verso casa dopo le lezioni modenesi. «Provo un grande disgusto per quelle parole, il monopolio della parola non lo vogliamo avere noi vittime ma non lo dovrebbero avere di certo loro che sono solamente degli assassini: dovrebbero tacere e basta», ha detto Lorenzo Biagi. E subito dopo ha ricordato che suo padre prima di essere ucciso, era stato abbandonato dallo Stato.

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