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Seta, l’era Bulgarelli sul viale del tramonto

Seta, l’era Bulgarelli sul viale del tramonto

Tecnicamente può succedere ancora di tutto, ma sembra destinata a finire qui l’era Bulgarelli alla guida di Seta: con la presentazione del bilancio si chiuderà il mandato triennale del presidente,...

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MODENA. Tecnicamente può succedere ancora di tutto, ma sembra destinata a finire qui l’era Bulgarelli alla guida di Seta: con la presentazione del bilancio si chiuderà il mandato triennale del presidente, che sembra orientato verso la pensione, mentre per avanzare candidature per il nuovo numero uno della società di trasporti di Modena, Reggio e Piacenza ci sarà tempo fino a mercoledì 18 aprile.

Si è aperta così la ricerca dei candidati per un ruolo la cui nomina spetta a Modena - il Comune designa il candidato, che viene poi votato dall’assemblea - e per il quale il presidente uscente potrebbe anche ricandidarsi. A rendere complicata l’ipotesi di un Bulgarelli bis sono due fattori: da una parte quello legato al giudizio sull’operato del presidente, che dal punto di vista strettamente amministrativo è senza dubbio positivo, così come è piaciuta la scelta di puntare al rinnovo del parco macchine.

A pesare in senso negativo è invece la gestione del rapporto con i sindacati e in generale con i dipendenti, così come l’incapacità di stemperare gli eccessi del direttore, il reggiano Roberto Badalotti, che al contrario sono stati… incoraggiati da Bulgarelli.

Al di là del bilancio di mandato, c’è anche una questione più strettamente politica: la scelta del nuovo presidente dovrà tenere conto degli scenari che si creeranno da qui a un anno, con le amministrative più delicate della storia per il Pd. Il che significa che anche i potenziali alleati - a partire da Mdp, il cui leader modenese Paolo Trande non è esattamente in ottimi rapporti con l’attuale presidente - dovranno essere coinvolti nella scelta. Del resto, nell’ultima audizione in piazza Grande lo stesso Bulgarelli ha fatto capire che il suo pensionamento potrebbe essere vicino.

In ogni caso, la partita si chiarirà nelle prossime settimane: quello che è certo - e la cosa è rilevante soprattutto se si pensa ai dirigenti Pd rimasti fuori dalla corsa al Parlamento - è che non potrà essere nominato presidente chi ha avuto incarichi politici negli ultimi due anni. (l.g.)
 

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