«Un’esperienza forte che sconvolge»
La testimonianza: «Guardi gli occhi di quei ragazzi e capisci quanto a loro sia stato tolto»
4,23 chilometri quadrati, un piccolo quartiere di Napoli, Scampia è questa e tanto altro. Ripenso al caldo torrido di agosto scorso, alle camminate per le tue strade, alle risate dei bambini che ci salutano mentre ci allontaniamo, ai ragazzi sui motorini che sfrecciano senza caschi, fieri della loro libertà arrogante, alla gita al mare, agli scherzi, alle parole incomprensibili del tuo dialetto, a Salvatore ed a Sergio, preti della chiesa di Scampia, instancabili combattenti per un mondo migliore. Come un fulmine a ciel sereno, hai sconvolto la mia vita. Ringrazio il mio gruppo scout per l'esperienza che mi ha permesso di fare. Tutti, una volta nella vita, scout o non scout dovrebbero fare questa esperienza. Scampia è così piccola ma in realtà così grande che dopo 8 giorni che sei lì e devi andare via, pensi che per potere capire veramente anche solo una parte di questa complessa realtà dovresti rimanere ancora a lungo. Scampia è un mondo a parte, non sta alle regole. Scampia è scomoda e per questo ti sconvolge. Scampia ti prende per mano, ti accoglie in casa, ti offre da mangiare come Maddalena dai capelli rossi che a soli 19 anni è già mamma di due bellissimi bambini. Si insinua in te, senza rumore, lasciandosi vivere quotidianamente. Otto giorni sono bastati. Scampia è come un bambino che ti fa tante domande, domande a cui non sai rispondere, domande semplici che non ti sei mai posto. Perché io vivo nella mia realtà tranquilla, con tutte le libertà e possibilità? Possibilità di migliorarmi, di crescere, di avere una mentalità libera? Perché a me ragazza comune di 18 anni è stata data la possibilità di un’educazione in famiglia? Un’educazione scolastica? Perché a me si e a quei bambini di Scampia no? Guardo Martina, Imma, Gennaro, Antonio, tutti i bambini del Lotto P e penso a malincuore: loro ormai sono troppo grandi, sono troppo grandi per poter cambiare, per potersi liberare dal loro destino, dal loro destino senza futuro. Perché Scampia è senza futuro. L’Italia l'ha abbandonata, come si fa con i giochi rotti che non possono essere riutilizzati. Scampia però ha anche delle colpe, chiusa nella propria mentalità, nelle proprie usanze, un mondo fermo nel tempo, offesa dall’assenza di aiuto dello stato, orgogliosa della propria diversità. Mi chiedo cosa si possa fare per lei? Per Martina, per Imma dagli occhi grandi e felici, per Gennaro, per Antonio, per tutti i bambini delle vele, del Lotto P. Mi rivolgo a te Scampia, a te che sei entrata dentro il mio cuore e non lo hai più lasciato. A te che sei dolcezza e amarezza insieme, paradiso e inferno: Vuoi essere salvata? Vuoi dare un nuovo futuro ai tuoi figli? Sono passati 7 mesi da quando mi sono posta questa domanda, da quando ho lasciato Scampia. Non ho ancora una risposta. Mi chiedo ora, esiste una risposta?
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