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Forza Italia: «Daremo lo sfratto al Pd dal Municipio di Modena»

di Luca Gardinale
Forza Italia: «Daremo lo sfratto al Pd dal Municipio di Modena»

I neoeletti Aimi, Fiorini e Bignami lanciano la sfida per le comunali. Nell’euforia Galli chiede alla fidanzata: «Mi sposi?»

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MODENA. Proposte di matrimonio in diretta, assenze giustificate dal fatto che in ballo c’è la presidenza del Senato e neoeletti bolognesi che annunciano l’imminente recupero della Secchia Rapita.

Di certo in casa Forza Italia non ci si annoia, e così l’incontro con la stampa per presentare i nuovi eletti in Parlamento, ieri mattina in Comune, si è arricchito di una serie di fuori programma che hanno scaldato il colorato parterre della conferenza. Il primo colpo di scena è arrivato da Andrea Galli - capogruppo in Consiglio comunale pronto al grande salto in Regione, visto che il “nemico” storico Enrico Aimi sta per traslocare a Palazzo Madama - che ha approfittato dell’evento per chiedere alla compagna Carlotta di sposarlo: lei, presente in sala, si è limitata ad un sorriso imbarazzato, ma tutto fa pensare che fosse un “sì”.

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Ma le belle notizie per gli “azzurri” modenesi non finiscono qui: nonostante un risultato elettorale non proprio brillante - 9,75% a Modena città, 10,46% in provincia - il partito ha piazzato a Roma due deputati (Vittorio Sgarbi e Benedetta Fiorini) e un senatore (Enrico Aimi) nei collegi uninominali e proporzionali modenesi. Ad essere eletta a Bologna è stata invece Anna Maria Bernini, che non ha partecipato alla presentazione di ieri perché impegnata a Roma: il suo nome, infatti, è ai primi posti per la scelta del nuovo presidente del Senato. E se il “colpo” romano è riuscito, a guardare avanti lanciando l’assalto alla Regione e al Comune di Modena è il neosenatore - l’insediamento è previsto dopodomani - Enrico Aimi: «Per la prima volta nella storia - spiega - la sinistra non è più maggioranza in Emilia Romagna, perché se il 4 marzo si fosse votato anche in Regione, ora ci sarebbe un’altra maggioranza. Del resto, il Pd ha completamente fallito su immigrazione e politiche economiche: due settimane fa, insomma, è arrivato un bel preavviso di sfratto esecutivo per il centrosinistra. E ovviamente il primo pensiero va alla Regione - incalza Aimi - ma nei prossimi mesi saremo in prima linea anche per il Comune di Modena, perché i dati sono impietosi anche per il Pd modenese».

Ma per essere realmente competitivo e “vendicarsi” con il Movimento 5 Stelle, che nel 2014 soffiò il ballottaggio alla coalizione guidata da Giuseppe Pellacani, la scelta centrale sarà quella del candidato: «Non importa che sia un uomo o una donna di Forza Italia, degli amici della Lega, di Fratelli d’Italia o anche un civico - aggiunge il neosenatore - la cosa importante è che scegliamo il migliore, una personalità in grado di vincere. E per farlo dobbiamo partire per tempo con il confronto per arrivare alla scelta». Molto decisa anche Benedetta Fiorini, la 41enne reggiana che conquistando il collegio di Sassuolo è diventata un po’ il simbolo del successo del centrodestra: «E’ stata una sfida difficile - spiega - perché di fronte avevo un ministro, mentre il territorio è quello di Matteo Richetti.

Eppure ci siamo riusciti, combattendo con una campagna un po’ vecchio stampo, e soprattutto mettendoci tanta passione che oggi porteremo a Roma: personalmente - conclude - metterò ai primi posti i temi della sicurezza, della sanità e della tutela della famiglia». E mentre il neodeputato eletto a Bologna Galeazzo Bignami scherza promettendo di «riportare a casa la Secchia che ci avete portato via», a parlare (matrimonio a parte) è anche Andrea Galli, pronto a passare da piazza Grande a viale Aldo Moro (anche se per concretizzare tutto bisognerà aspettare le dimissioni di Aimi dal Consiglio regionale, sulle quali non c’è ancora certezza sui tempi): «Le cose stanno cambiando - spiega - e di certo non avrei mai immaginato di trovarmi qui a presentare due deputati e un senatore eletti a Modena. Lo stesso Aimi, se gli avessero detto che un giorno sarebbe diventato senatore, non ci avrebbe creduto - aggiunge Galli, mentre Aimi alza gli occhi con un’espressione che sa molto di “beh, adesso non esageriamo…” - insomma, le cose stanno davvero cambiando, e sono certo che, se quattro anni fa abbiamo sfiorato il ballottaggio per divisioni interne al centrodestra, nel 2019 non commetteremo lo stesso errore».

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