L’ex Frattina inquinata arriva davanti ai giudici
Castelvetro. Ricorso dei proprietari per il cumulo di rifiuti della Pedemontana Non possono coltivare il loro terreno e da sei anni chiedono un rimborso
CASTELVETRO. Le analisi private disposte dai 5 Stelle e la successiva accusa di “allarmismo” mossa dal sindaco stavolta non c’entrano. La Frattina è invece tema di discussione in tribunale dove i proprietari dell’area hanno chiamato in causa il Comune, chiedendo un indennizzo che tuttora non è stato quantificato. O meglio, il municipio dovrà produrre, prima della prossima udienza convocata per il 14 novembre, una serie di documenti utili a fotografare la situazione. Si tratta della porzione di cui ha parlato il sindaco Franceschini: una collinetta di rifiuti costituiti da residui di mattonella. «Coperti da mezzo metro di argilla mentre si stava realizzando la Pedemontana - ha specificato il primo cittadino - Si è potuta smaltire la collinetta grazie al finanziamento di 600mila euro proveniente dalla Regione». In effetti i lavori di bonifica stanno procedendo, ma è su quel terreno che si sono soffermate le attenzioni della proprietà, rappresentata nel processo dall’avvocato Giorgio Fregni.
Il fondo agricolo, infatti, è loro dal 1984 quando fu acquistato, ma in seguito ad alcune segnalazioni la provincia di Modena ha effettuato dei controlli e il terreno è risultato essere interessato da materiali nocivi e tossici. È arrivata, nel 2005, un’ordinanza comunale che vieta qualsiasi lavorazione agricola e tra il 2008 ed il 2009, anni di realizzazione della Pedemontana, sono stati messi dei rifiuti proprio su un loro appezzamento, coprendoli poi di argilla. Nel tempo si è anche cercato di smaltire quei terreni di riporto, ma sono talmente pieni di metalli pesanti che l’idea di usarli per la produzione di mattonelle è presto sfumata. E così si arriva al 2012 quando i ricorrenti scelgono la strada del Tar per chiedere il risarcimento dei danni conseguenti alla illecita apprensione del terreno in quanto “non risulta essere stato emanato alcun atto formale (decreto di esproprio, acquisizione aree) né completata la bonifica”. In sostanza sull’area di proprietà di un privato all’ex Frattina sono stati scaricati rifiuti senza che poi nessuno se ne curasse e sono lì da quasi dieci anni senza che sia stata formalizzata alcuna cessione o esproprio del terreno.
«Stante la mancata costituzione della controparte (il Comune, ndr) - scrivono i giudici - appare necessario acquisire una dettagliata e documentata relazione di chiarimenti sul contenzioso, con particolare riguardo al profilo se sia intervenuto eventuale provvedimento di acquisizione dell’area e se sia stata completata la procedura di bonifica». (fd)
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