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Malattie invalidanti nel settore carni: azienda viene assolta

Malattie invalidanti nel settore carni: azienda viene assolta

FORMIGINE. Tre operai avevano denunciato l’azienda per cui lavoravano evidenziando almeno dieci casi di malattie professionali. Erano addetti del settore carni, impegnati quotidianamente al taglio e...

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FORMIGINE. Tre operai avevano denunciato l’azienda per cui lavoravano evidenziando almeno dieci casi di malattie professionali. Erano addetti del settore carni, impegnati quotidianamente al taglio e al confezionamento del maiali: un lavoro duro, ripetitivo, logorante, che talvolta può provocare problemi fisici. Ne era convinta anche la Procura di Modena che aveva raccolto la segnalazione, supportata anche da valutazioni dell’Ausl, indagando l’azienda di Magreta e il suo direttore tecnico, difeso dall’avvocato Cosimo Zaccaria. I tre lavoratori avevano riportato problematiche anche al tunnel carpale e secondo la tesi accusatoria quelle malattie erano imputabili proprio al lavoro in azienda mentre maneggiavano costantemente il coltello da taglio.

Si tratta di una discussione che si trascina da tempo in tutto il settore carni. Ciclicamente vengono denunciati episodi controversi agli istituti previdenziali - non a caso, un po’ a sorpresa, si era costituita parte civile nel processo anche l’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (Inail) - che devono fronteggiare malattie lavorative legate alla ripetitività delle operazioni in fabbrica. In occasioni simili, va detto, le sentenze dei giudici avevano dato ragione ai lavoratori, certificando una diretta correlazione tra i problemi fisici e le attività professionali degli operai.

La Procura di Modena, considerando piuttosto importante l’indagine sull’azienda di Magreta, aveva anche nominato un perito di parte a supporto delle tesi accusatorie. Dall’altro lato il direttore tecnico dell’impresa ha chiesto il supporto del dottor Bruno Violante, considerato un luminare italiano in ortopedia e traumatologia il cui lavoro si è snodato su due fronti. Ha effettuato una valutazione tecnici sulle dieci malattie professionali diventate oggetto del processo ma si è anche concentrato sulla base statistica, evidenziando come il numero delle persone che soffrono ad esempio di tunnel carpale e lavorano nel mondo del comparto carni non subisce alcuno scostamento rispetto al resto della popolazione.

Valutazioni che hanno evidentemente convinto il giudice tanto che ieri è arrivata un’assoluzione completa per gli imputati dopo due anni di processo. Ora si attendono le motivazioni della sentenza - la prima di questo tenore e quindi destinata a fare giurisprudenza - per capire cosa abbia portato il tribunale a non riscontrare correlazioni tra il lavoro logorante nel taglio e confezionamento dei suini e le malattie professionali. (fd)

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