Gazzetta di Modena

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DURO DOCUMENTO SULL’ORGANICO INSUFFICIENTE 

Pochi poliziotti a Modena Il Siulp accusa la politica

Sindacati di polizia di nuovo sulle barricate per le carenze dell’organico modenese, a maggior ragione alla luce dei nuovi arrivi previsti a Reggio Emilia, mentre la nostra provincia sarà penalizzata...

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Sindacati di polizia di nuovo sulle barricate per le carenze dell’organico modenese, a maggior ragione alla luce dei nuovi arrivi previsti a Reggio Emilia, mentre la nostra provincia sarà penalizzata ancora una volta. A lanciare l’ennesimo allarme è il Siulp, che fa sapere di «aver ricevuto nei giorni scorsi dal ministero il piano di potenziamento delle Questure italiane per i prossimi due anni: ebbene, ancora una volta paghiamo lo scotto di una mancata azione politica locale, che non ha fatto abbastanza pressioni per rinforzare l’organico di questa provincia, che risulta assolutamente inadeguato ai tempi». Il sindacato ricorda inoltre che oggi Modena paga «l’errata segnalazione del 1989, quando l’allora questore pro tempore, forse per questioni di carriera, fece una valutazione di contenimento del personale». Passando a oggi, «mentre la Questura di Rimini avrà un incremento di cento uomini e la vicina Reggio avrà 30 nuovi agenti - incalza il Siulp - Modena non avrà nulla nel mese di aprile e forse dieci uomini a regime nel febbraio del 2019: una cosa che fa sorridere, perché questi uomini non serviranno nemmeno a rimpiazzare i pensionamenti». Parole che, nonostante l’attacco sia prima di tutto al governo locale, hanno portato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ad alzare la voce e ad annunciare che, non appena le nuove Camere si saranno insediate, il primo cittadino convocherà tutti gli eletti modenesi per un incontro con i sindaci sulla sicurezza: «Non conosco il piano di potenziamento delle Questure italiane di cui parla il Siulp - spiega - ma se i dati corrispondono al vero, per Modena e provincia sono inaccettabili. Più volte, negli ultimi anni io e gli altri sindaci abbiamo chiesto al governo di potenziare i mezzi e il personale di pubblica sicurezza sul territorio: lo abbiamo fatto in incontri diretti con ministri, viceministri e alti dirigenti dello Stato. Detto questo - aggiunge Muzzarelli attaccando una Lega ormai pronta a salire al governo - mi pare che si ponga anche un altro problema: trattare l’ordine pubblico come un perenne tema di campagna elettorale, come un’arma di costante divisione fra le forze politiche, può far racimolare qualche voto, ma non porta risultati concreti». Ma ad attaccare è anche la stessa Lega: «Ancora una volta Modena resta esclusa dal potenziamento delle piante organiche delle questure - spiegano Stefano Bargi e Luca Bagnoli, consigliere regionale e referente cittadino sulla sicurezza - niente uomini in più nonostante il territorio ne abbia assoluto bisogno. Paghiamo così l’inefficacia di una politica locale che non sa farsi valere e non trova soluzioni alternative. Mentre a livello nazionale le classifiche ci danno in discesa sul fronte sicurezza e le cronache locali sono piene di episodi, anche gravi, di criminalità - aggiungono i due esponenti del Carroccio - non più tardi dello scorso 2 marzo a un incontro con i sindacati, presenti in sala prefetto e questore, il sindaco Muzzarelli, per l’ennesima volta, ha ribadito che la sicurezza a Modena è soprattutto un fatto di percezione. Sappia il sindaco che i cittadini non la bevono più questa storiella che ormai è retorica politica, e che come è noto i numeri sono falsati dal fatto che molti reati minori non vengono nemmeno più denunciati, come affermano le stesse associazioni di categoria. L’inefficacia delle politiche di Muzzarelli è dimostrata dalle tante aree di degrado presenti in città e mai sanate - concludono Bargi e Bagnoli - così come inefficace risulta anche la gestione della polizia municipale». (l.g.)

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