Albicocche e susine in crisi per la nuova gelata notturna
«È stato come sparare sulla croce rossa», è il commento di qualche agricoltore che ieri in mattinata ha dovuto fare i conti con la gelata della notte. Il termometro, che è sceso in alcuni casi anche...
«È stato come sparare sulla croce rossa», è il commento di qualche agricoltore che ieri in mattinata ha dovuto fare i conti con la gelata della notte. Il termometro, che è sceso in alcuni casi anche di tre o cinque gradi sotto lo zero, ha colpito soprattutto gli albicocchi che presentavano i fiori già da diversi giorni. Nel Modenese difficoltà per albicocche e susine, in particolare quelle precoci, dove vengono segnalati dai produttori i danni più consistenti. In molti casi sono entrati in azione i mezzi antibrina, avvolgendo fiori e piante con ghiaccioli lunghi anche 15 centimetri, una protezione di ghiaccio che dovrebbe preservare il fiore dal cosiddetto “allessamento” da gelo. I sistemi di irrigazione quando entrano in funzione si trasformano in mezzi antibrina: l’acqua ricopre le superfici e ghiacciando protegge i fiori.
«Le gelate notturne si sono ripetute – dice Alberto Notari, presidente della Cia di Modena – e la conta dei danni, tuttora in corso, darà sicuramente cattive sorprese. Quest’anno sono aumentate le tariffe assicurative e le compagnie hanno allungato di alcuni giorni l’intervallo di tempo che intercorre tra la data della stipula e quella in cui scatta la reale copertura del rischio: è un’annata tutta in salita». Ora sono attese ancora basse temperature.
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