Caleidos, più sorveglianza e impegno per i profughi
Zocca. Dopo l’intossicazione e le critiche del sindaco alla gestione della coop Un tavolo in Prefettura con la raccomandazione a migliorare il servizio
ZOCCA. Se non ha portato il sole, almeno ha condotto al “disgelo” tra Comune e cooperativa Caleidos il tavolo convocato subito ieri mattina in Prefettura per affrontare la questione profughi a seguito dell'episodio “traumatico” di lunedì notte, quando cinque ragazzi ospitati in un'abitazione di via Belvedere sono stati colpiti da un'intossicazione (per fortuna lieve) da monossido per aver acceso il camino in un appartamento con caldaia guasta (le stufette elettriche non bastavano).
Attorno a un tavolo si sono ritrovati il sindaco Gianfranco Tanari, l'ispettore Elena Corsini (comandante del presidio di Pm di Zocca), Elena Oliva e Giorgio Dell'Amico di Caleidos e il viceprefetto Mario Ventura. Il confronto è stato positivo perché ha permesso di affrontare chiaramente la questione dei rapporti tra Comune e Caleidos, che si è scusata per il difetto di comunicazione (non solo nel caso specifico) impegnandosi a migliorare anche grazie alla presenza di una coordinatrice locale del progetto di accoglienza, di cui finora il Comune non sapeva. Lo stesso viceprefetto ha rivolto una particolare raccomandazione a mantenere un rapporto costante con i sindaci e le strutture comunali, nonché a sviluppare ulteriormente le iniziative di educazione, formazione e coinvolgimento dei migranti in attività volontarie di utilità sociale. A questo proposito la Caleidos ha garantito a stretto giro la stipula di adeguata convenzione col Comune. E il sindaco ha ribadito la volontà dell'amministrazione di fare la propria parte in questi progetti. A livello tecnico, ha però confermato proprio ieri con ordinanza la necessità cautelare di fare ispezionare la struttura (e le altre dove sono alloggiati profughi) dalla polizia municipale. La Caleidos ha detto che nell'appartamento in questione sta già facendo una completa ricognizione tecnica (più la messa in sicurezza del camino, ovunque), per questo i ragazzi non sono ancora rientrati. «Se qualcosa non ha funzionato finora, correggiamo il tiro - ha sottolineato all'uscita Dell'Amico - perché vogliamo che ci sia una proficua collaborazione». «Le scuse sono accettate - ha ribadito Tanari - non volevamo la testa di nessuno ma solo una normalizzazione dei rapporti con un dialogo frequente su tutti gli aspetti di rilievo. Ringrazio la Prefettura, che con la rapida convocazione del tavolo ha dimostrato grande attenzione al tema. La stessa dottoressa Paba, a margine, si è voluta sincerare che il dialogo fosse stato proficuo. Adesso vediamo cosa succede».
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