Gazzetta di Modena

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Comune di Modena, aliquote errate condannato ex-dirigente

di Carlo Gregori
Comune di Modena, aliquote errate condannato ex-dirigente

La Corte dei Conti ordina all’ing. Villanti di rifondere al municipio 48.500 euro Applicò in modo scorretto gli indici di adeguamento alle imposte per costruzioni

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MODENA. La Corte dei Conti regionale ha condannato l’ex dirigente del Settore Urbanistica ed Edilizia del Comune di Modena ingegner Giovanni Villanti a risarcire al municipio 48.508 euro più interessi in mancati introiti per non aver applicato in modo corretto (secondo l’accusa «con grave colpa») gli indici di adeguamento alle imposte per le costruzioni. Il periodo in esame del tribunale contabile riguarda tre anni: dal 2010 al 2012. Per il primo anno sono stati riscontrati introiti in lieve eccesso, mentre per i due anni successivi nettamente inferiori a quelli deliberati dalla Giunta e dal Consiglio.

Tutto è partito da un accertamento della Polizia Tributaria della guardia di finanza sulle aliquote dei costi di costruzione che, secondo la legge regionale, devono essere adeguati ogni anno in base all’indice con un coefficiente correttivo variabile dallo 0,8 all’1,2%. Secondo le “fiamme gialle” l’adeguamento corretto non sarebbe avvenuto tra il 2010 e il 2014. Le indagini sono proseguite finché la Tributaria non ha contestato a Villanti (nel frattempo andato in pensione) il parere di regolarità per le delibere della Giunta comunale del 2011 che prevedevano gli adeguamenti per il 2011 e il 2012. Secondo la Procura contabile di Bologna questi adeguamenti erano «viziati da evidenti errori di calcolo pari allo 0,99% per il primo anno e dello 0,55% per il secondo anno». Ecco la conseguenza, sempre secondo l’accusa: «Il rilascio dei pareri tecnici da parte del dirigente (Villanti, ndr) avrebbe provocato un danno al Comune pari alle minori entrate contributive». Il calcolo è di un eccesso di 2.391 euro per il 2010, mentre per il 2011 e il 2012 le entrate sono state in difetto per 25.732 euro e 22.776 euro. Il totale di introiti minori è di 48.506 euro. Tutto questo è frutto, secondo la Procura contabile, di «colpa grave». Villanti si è giustificato in fase di indagini sostenendo che c’era stato un semplice errore materiale nella digitazione della percentuale della delibera di giunta. Il coefficiente non era dello 0,8% ma dell’1,80% e che per il 2012 non ci sarebbe stato alcun danno per le casse del Comune «essendo recuperabile mediante conguaglio da applicare nei confronti dei singoli contribuenti».

La Corte dei Conti regionale nota invece che per il 2010, 2011 e 2012 «appare evidente un erroneo aggiornamento dell’indice». Di qui la condanna di Villanti, per il quale si ritengono fondate le responsabilità amministrative, come la mancata verifica dell’esatta aliquota Istat, e «la colpevole quanto ingiustificata inerzia nel mancato recupero delle differenze».
 

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