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Lavoro irregolare. Finanzieri denunciano società di Sassuolo e Vignola

Lavoro irregolare. Finanzieri denunciano società di Sassuolo e Vignola

Dai controlli effettuati dalla Guardia di Finanza con l'Inps sono emersi sgravi contributivi illeciti, lavoratori non in regola e altre violazioni per un totale di 1,8 milioni

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MODENA. Operazione della Guardia di Finanza di Modena nell’ambito di un ampio progetto di collaborazione tra gli stessi finanzieri e l’Inps contro il fenomeno del lavoro sommerso. L’operazione ha portato a due interventi presso società a Sassuolo e Vignola.
Nel controllo effettuato nei confronti della società sassolese i finanzieri della Compagnia di Sassuolo e i funzionari Inps hanno scoperto che la stessa aveva impiegato nel periodo controllato oltre 50 dipendenti presso numerose aziende del comprensorio ceramico e del Nord Italia, in completa evasione d’imposta e senza versare i previsti contributi previdenziali e assistenziali.
La società, pur assumendo dipendenti con regolari contratti di lavoro, emetteva buste paga con importi irrisori e l’indicazione di ore lavorative prestate sensibilmente inferiori rispetto a quelle effettive erogando, completamente in nero, compensi consistenti, in alcuni casi fino a dieci volte più alti di quelli riportati solo formalmente in busta paga. Con tale meccanismo la società versava contributi previdenziali di importo esiguo e, apparendo formalmente in regola, riusciva a ottenere regolari certificazioni DURC, utili per accreditarsi presso le imprese committenti.
L’attività di controllo ha permesso di recuperare contributi previdenziali e assistenziali per oltre 250mila euro, accertando l’impiego irregolare di 52 lavoratori, di cui uno completamente in nero.
Il controllo delle Fiamme Gialle della Tenenza di Vignola e degli ispettori Inps nei confronti di una società cooperativa ha permesso, invece, di individuare un meccanismo fraudolento che aveva lo scopo di ottenere indebitamente l’esonero contributivo previsto dalle leggi di stabilità 2015 e 2016, norme che intendevano favorire forme di occupazione stabile per i lavoratori disoccupati. Queste disposizioni prevedono, infatti, quale meccanismo premiale, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per l’assunzione di lavoratori a tempo indeterminato a condizione che gli stessi non risultino essere stati assunti a tempo indeterminato nel corso dei sei mesi antecedenti.
I responsabili dell’illecito, proprio per rispettare formalmente tale requisito, hanno posto in essere una vera operazione “elusiva”: è stato fatto figurare che 112 lavoratori, provenienti da un’altra cooperativa collegata dove svolgevano attività lavorativa a tempo indeterminato, sono stati prima da questa licenziati per poi essere, dopo un solo giorno di distacco, assunti, prima a tempo determinato (6 mesi) e poi a tempo indeterminato, dalla cooperativa sottoposta a controllo, in modo tale da poter creare ad arte le condizioni per usufruire, indebitamente, del regime agevolativo. Alla Procura di Modena sono stati denunciati i responsabili della cooperativa per l’ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche,  dato che la cooperativa ha ottenuto un indebito “risparmio” nel versamento dei contributi per oltre 170mila euro. Si è anche impedito che la società continuasse a fruire di tali sgravi per un ulteriore importo di circa un milione di euro.
La successiva attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica dottoressa Francesca Graziano, oltre alla denuncia anche della società per responsabilità dipendente dai reati commessi dai suoi vertici, ha portato al sequestro (disposto dal G.I.P. presso il Tribunale di Modena) di disponibilità finanziarie per circa 175mila euro, il profitto illecito dei reati contestati.
Sono stati recuperati, inoltre, i contributi relativi alle maggiori ore lavorative effettuate dai dipendenti ma non dichiarate e sono state irrogate le relative sanzioni per complessivi 66mila euro ed è stata accertata l’illecita somministrazione di manodopera da parte della società con l’irrogazione di una sanzione per circa 22mila euro.

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