Gazzetta di Modena

Modena

Le nuove tecnologie e i rischi per i bambini

di Stefania Piscitello
Le nuove tecnologie e i rischi per i bambini

Centro Famiglie gremito per la conferenza con lo psicologo Franchini. «Viviamo una rivoluzione»

2 MINUTI DI LETTURA





“Nuove tecnologie. Nelle mani di bambini e ragazzi: rischi concreti e falsi allarmi”. un tema più che mai attuale e che è stato affrontato dallo psicologo e psicoterapeuta Marco Franchini nell’ambito di un ciclo di incontri dedicati al mondo dell’adolescenza, ospitato l’altra sera al “Centro per le famiglie”.

Alla presenza di una sala conferenze gremita (ovviamente particolarmente interessata, fatta di tanti genitori) e del vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione Mimma Savigni, Marco Franchini ha introdotto la serata sottolineandone il fine non solo informativo, ma anche formativo: ed è così che, per fare immergere totalmente il pubblico nelle tematiche trattate, ha suggerito ai più coraggiosi di spegnere il cellulare, e provare a resistere. «Quella che stiamo vivendo - ha spiegato lo psicologo - è una vera e propria rivoluzione, come avvenne ai tempi di Galileo. Per la prima volta, però, è proprio il caso di dire che “gli ultimi saranno i primi”. L’era digitale ha totalmente capovolto i ruoli, e i bambini ed i ragazzi si trovano in una posizione di superiorità rispetto alle generazioni più vecchie che, invece, sono talvolta spaesate davanti al nuovo che avanza. Questo aspetto pone un primo problema: l’educazione è da sempre stata esercitata mediante un potere, potere che deriva da esperienze e competenze che, nell’era digitale, sono passate nelle mani dei più giovani».

«I ragazzi, più difficili da controllare sul piano educativo – ha continuato Franchini - sono tuttavia soggetti facilmente suggestionabili, ed è compito degli adulti, genitori ed insegnanti, fare gioco di squadra per proteggerli e guidarli in quel mondo “altro” che è Internet, evitare che ne diventino dipendenti, ma è fondamentale anche dare fiducia e responsabilità. Occorre dunque aprirsi al nuovo, cercare un dialogo, utilizzare insieme ai figli i dispositivi digitali e introdurli con maggiore frequenza nelle scuole in maniera costruttiva, per educare alla curiosità. Recenti studi hanno infatti dimostrato come il cervello umano, sotto l’influenza degli strumenti elettronici, si sia modificato: in negativo, rendendo i ragazzi più ansiosi e stressati, ma anche in positivo, rendendoli più svegli e veloci nel problem solving. Insomma, il mondo ormai è pervaso dalla tecnologia: fuggire è inutile. Tanto vale attrezzarsi adeguatamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google