Gazzetta di Modena

Modena

Modena, banda del Bancomat a processo: Senad Seferovic patteggia, Andrea imputato

Modena, banda del Bancomat a processo: Senad Seferovic patteggia, Andrea imputato

Due processi con rito abbreviato e otto patteggiamenti. Il giudice ieri mattina ha accolto le richieste dell’avvocato Luca Lugari per i dieci imputati dell’Operazione “Take Away”, quella contro la...

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Due processi con rito abbreviato e otto patteggiamenti. Il giudice ieri mattina ha accolto le richieste dell’avvocato Luca Lugari per i dieci imputati dell’Operazione “Take Away”, quella contro la Banda dei Bancomat: un gruppo di rom di famiglie nomadi dei campi di Modena e Verona, più qualche componente di Rovigo, che secondo i carabinieri organizzavano clamorosi colpi tra Veneto e Emilia sradicando i bancomat e caricandoli sui carri attrezzi.

Coinvolti nel processo, ancora una volta Andrea e Senad Seferovic, i due giovani “senza patria” - non hanno nessuno status per la nascita, un caso burocratico unico in Italia - che vennero liberati dal Cie per un clamoroso caso di “ius soli” senza precedenti, sostenuto da associazioni e anche da Cècile Kyenge, oggi europarlamentare Pd. Se Senad ha chiesto e ottenuto il patteggiamento, Andrea - il capo del campo nomadi mai autorizzato sotto la linea dell’Alta Velocità a San Matteo, lungo la Canaletto - andrà a processo abbreviato. Per tutti gli imputati l’accusa è la stessa: furto aggravato e continuato. È caduta dunque ogni accusa di concorso nel delitto.

Per i dieci imputati, tutti presenti ieri mattina all’udienza, scortati dalla polizia penitenziaria e per qualche minuto vicini ai loro parenti dentro e fuori dal tribunale, il giudice ha accolto le richieste fissando al 5 aprile prossimo l’udienza che darà il via ai patteggiamenti e agli abbreviati.

L’indagine del pm Claudia Natalini e dei carabinieri di Modena riguarda una serie di colpi. Il primo risale al 26 giugno 2016 quando viene presa d’assalto il bancomat della filiale Bper di Formigine. Poi la sera dopo, il 27 giugno, ecco che la banda si sposta a Masi Torello di Ferrara: rubano il carro attrezzi a Rovigo, spaccano la Popolare di Ravenna, sradicano il bancomat e lo scassinano nei campi razziando 10mila euro. Il 2 luglio colpiscono a San Cesario. In un’azienda rubano il furgone e merci per 30mila euro. Il 4 luglio di nuovo in giro, questa volta a Marano Vicentino per prendere d’assalto la filiale Bcc ma nel momento dello sfondamento il pianale del carro attrezzi si sforza danneggiandosi e il colpo fallisce. L’11 luglio alla dogana di Campogalliano rubano un furgone e il 13 prendono d’assalto la filiale Bper di Arceto di Scandiano, a Reggio: sarà il loro ultimo colpo. (c.g.)
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google