Gazzetta di Modena

Modena

Un Pascoli sconosciuto tra dipinti e scritti inediti

di Gabriele Farina
Un Pascoli sconosciuto tra dipinti e scritti inediti

Al Mabic di Maranello un’inedita mostra dedicata al grande poeta romagnolo grazie al lascito di una coppia maranellese proprietaria di alcune opere artistiche

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MARANELLO. Al Mabic ultima settimana per scoprire un Giovanni Pascoli inedito… in chiave modenese. Il poeta romagnolo del XIX secolo era anche un pittore. All’ingresso del museo si trovano due sue opere: “Ritratto femminile” e “Mazzo di fiori”. Sono state conservate grazie a una coppia maranellese, Bruno Dentici e Berta Braidi Molina. Un avo di lei, Enrico Molina, era professore di ragioneria nel medesimo liceo in cui insegnava l’ideatore de “Il fanciullino”. Nel secondo dipinto si legge una scritta autografa: “G. Pascoli all’amico Molina”, confermata da una perizia compiuta dal Museo civico di Modena. È il luogo a cui sono state donate le opere dalla famiglia Dentici-Molina negli anni Ottanta. «Abbiamo voluto esporle a Maranello perché si trattava di cittadini maranellesi», ha confermato Monica Medici, dirigente dell’area amministrativa del Comune in cui rientra la Cultura. Alla stessa area si lega il concorso per pittori aperto ad hoc lo scorso anno. Il tema era sviluppare una “Interpretazione pittorica delle poesie di Giovanni Pascoli” ed è trattato dai dipinti che si trovano subito dopo i dipinti su tela di Pascoli. Così è possibile vedere, per esempio, la celebre “Cavallina storna” tanto cara al poeta. Merito delle artiste Alessandra Borghi, Renata Pozzi e Vanna Seghedoni, formate all'Atelier di pittura di Solignano, sotto la guida del maestro Marco Grimandi. Il trio ha trasformato i versi in dipinti su tela o pastelli su cartoncini, collocati davanti alle opere originali. Una gran parte della mostra, infatti, è dedicata al Pascoli conosciuto dagli studenti già dai banchi delle primarie. «Abbiamo voluto creare un percorso che facesse conoscere meglio il poeta - ha ripreso Medici - in tutti i suoi aspetti. Pertanto, abbiamo cercato di ricostruire le sue passioni, recandoci presso la Fondazione Giovanni Pascoli. Da lì giungono tutte le documentazioni che la Fondazione ha recuperato. Oltre alle poesie in originale ci sono le bozze e la corrispondenza del poeta». Nel tavolo centrale della mostra si leggono così brani autografi del poeta, affiancati da una trasposizione in caratteri più moderni. Le parole colpiscono quanto le immagini, presenti anche nella parete opposta rispetto ai due dipinti del poeta. Sono soprattutto figure che riprendono i luoghi e gli affetti della giovinezza di Pascoli. Il titolo della sezione è proprio “Il fanciullino e il nido familiare”. A fianco, sedici documenti scritti dal poeta con relativa trasposizione al computer. Dall’altro lato dell’ingresso, una mappa con gli spostamenti di Pascoli. Maranello non rientra nella cartina, ma lo sarà fino a giovedì prossimo dalle 14,30 alle 19 di lunedì, dalle 9 alle 19 tutti gli altri giorni (domenica esclusa).

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