Verica piange la morte di Amedeo Piccioli
PAVULLO . Tutta Verica, e non solo, si è ritrovata in lacrime ieri alle 15 per l’ultimo saluto ad Amedeo Piccioli, per tutti Pepo, scomparso mercoledì mattina a 74 anni nella sua casa a seguito di...
PAVULLO . Tutta Verica, e non solo, si è ritrovata in lacrime ieri alle 15 per l’ultimo saluto ad Amedeo Piccioli, per tutti Pepo, scomparso mercoledì mattina a 74 anni nella sua casa a seguito di una malattia. Era davvero un pezzo di storia del paese: a lui si deve il Bar Piccioli con l’annessa bottega che è tuttora crocevia di vita di comunità. A stringersi forte nell’abbraccio quasi 300 persone, durante la messa concelebrata da monsignor Luigi Biagini, responsabile del Duomo di Modena ma verichese doc. C’erano tre generazioni. Anziani, adulti ma anche ragazzi che sono cresciuti con lui, per i quali è stato quasi un padre: sempre una parola gentile (ma anche lo scherzoso appellativo “cornacchia”), uno sguardo bonario. Una di quelle persone che ti entrano dentro. Ecco perché hanno voluto salutarlo anche ritraendolo su una cartolina con immagini storiche del paese, per indicare che se ne va una parte. Commosso il messaggio di Stella Tagliazucchi, a nome di tutti: «Il bene che proviamo per te è quello incondizionato che si prova per un nonno, uno zio, un papà – ha detto – sei stato il motivo dei nostri sorrisi e il rifugio dei nostri giorni. Il motivo per cui ad oggi siamo ancora tutto insieme, la nostra polvere magica». «Era l’uomo più buono del mondo – ha sottolineato suo papà Valter, il “Giamberlano” di Pavullo – ci ha dato le mentine a tutti nei 60 anni di storia del bar, che ha lasciato solo quando la salute lo ha abbandonato ma in cui la sera veniva lo stesso a salutare. Con lui siamo morti un po’ tutti». Quel bar che ha salutato con l’ultima sosta del carro. (dm)
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