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Fai: aprono i palazzi del ’700. E Finale si mette in mostra

di Stefano Luppi
Fai: aprono i palazzi del ’700. E Finale si mette in mostra

Alla scoperta dei tesori nascosti nelle case nobili tra ricordi e ferite del terremoto I ragazzi del liceo accompagneranno i visitatori nel percorso del centro storico

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FINALE. Eccolo il percorso nella storia e nelle meraviglie del Settecento presenti nelle più nobili case finalesi che i visitatori potranno fare oggi e domani grazie al Gruppo Fai Bassa Modenese. Nel week end si svolgono infatti in tutta Italia le “Giornate Fai di primavera” che a Finale prevedono un tour tra meravigliosi palazzi del centro.

«Si parte da piazza Verdi - spiega l’architetto Marina Speziali del Fai - dove i visitatori riceveranno un coupon che consentirà l’accesso ai vari palazzi in cambio di un piccolo contributo. Autonomamente, con un percorso suggerito, i visitatori potranno recarsi nei vari luoghi dove gli studenti del liceo Morandi li accompagneranno nella scoperta delle bellezze».

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Si parte da Palazzo Ferraresi e dalla simpatia della proprietaria, la signora Gianna Ferraresi che con il marito comprò negli anni Settanta l’edificio a fianco della chiesa dell’Annunziata (oggi cadente). «Purtroppo - dice Gianna - mio marito è defunto, ma amava moltissimo questa casa e il giardino sul retro e io continuo a salvaguardarla. Sono rimasta qui anche nei giorni del terremoto, non ho avuto paura, ho solo deciso di rafforzare i saloni decorati con una serie di catene». Ancora oggi la residenza ha una grata nascosta che affaccia sulla adiacente chiesa, in modo che la famiglia potesse assistere alla funzione senza essere vista.

Di fronte c’è palazzo Bresciani-Rodriguez - con scalone arricchito da una statua antica di Venere - dove incontriamo il giovane stilista Federico Bentivogli che vi ha realizzato lo show room della sua azienda “Tt-shirt”. «Prima del sisma - spiega - c’era lo studio di un notaio, ma quando l’ho visto me ne sono innamorato». L’edificio è tra i più noti di Finale, tuttavia sono assai scarse e contrastanti le notizie che possono fornire un quadro delle vicissitudini architettoniche e degli avvicendamenti della proprietà.

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Palazzo Borsari, ora Bregoli e Rossi è posizionato a due passi dal Panaro ed è un edificio grandioso che ha subito molti crolli nel 2012. Per visitarlo occorre attendere ancora alcuni mesi, ma già dall’esterno si vede come sia uno dei complessi architettonici più interessanti della Bassa. Ai caratteri plastici della facciata principale (e del meraviglioso scalone interno in restauro) si contrappone il severo e scarno prospetto verso i giardini che un tempo affacciavano sul canale.

Il tour della bellezza prosegue con Palazzo Nannini - Spinelli. L’edificio della fine del ’700 fu costruito sull’area di due edifici preesistenti ed era costituito da un corpo principale con entrata su via Nuova (corso Cavour). Molto curiosi, al piano nobile, un bagno di inizio ’900 e un guardaroba in legno degli anni ’40-’50 perfettamente conservati.

Palazzo Finetti, infine, è collocato su un’area stretta e lunga che si estende sino a via Trento Trieste, un tempo l'alveo del Panaro della Lunga poi colmato. L’elegante corpo residenziale si affaccia su corso Cavour, con all’interno un giardino ornato da fontana. Al centro dell’area sorge ancora la barchessa di servizio, inagibile, ma che si potrà ammirare dall’esterno.
 

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