Sigilli alla sala slot illegale e blitz nei ristoranti cinesi
Il questore fa chiudere il locale di via Peruzzi dove i ragazzi marinavano la scuola Sequestrato pesce sospetto e nei negozi orientali trovati giochi irregolari
Rimarrà chiusa per venti giorni la sala slot di via Peruzzi: è questo ciò che il Questore ha disposto ieri, a seguito di quanto accaduto lo scorso 2 febbraio. Quel venerdì, a metà mattina, due 16enni erano andati a giocare proprio lì, marinando le lezioni che nel frattempo si stavano svolgendo nella loro scuola, non lontana. Gli studenti, però, erano stati pizzicati dal nucleo Radiomobile dei carabinieri, impegnato in quei giorni in una serie di controlli nella zona delle autocorriere e delle scuole della zona mirati al contrasto dello spaccio di stupefacenti. Oltre ai giovani giocatori, le cui famiglie erano state subito avvertite dell’accaduto, soprattutto il titolare della sala slot, un cinese, aveva subìto le conseguenze per aver consentito l’accesso ai due minori, vietato per legge: i militari gli avevano comminato una sanzione di 10mila euro chiedendo, al contempo, fosse preso un provvedimento di sospensione dell’attività di licenza. Quest'ultima è arrivata ieri e, alle porte del locale, sono stati subito apposti i sigilli.
Ma è tutto il mondo commerciale orientale ad essere entrato, in questi giorni, nel mirino dei carabinieri. Numerosi, infatti, i controlli eseguiti nei confronti di esercenti cinesi. A essere ispezionati sono stati soprattutto i negozi di alimentari e i ristoranti, sia quelli cinesi che quelli giapponesi gestiti da cinesi, oltre ad alcuni punti vendita dedicati all’oggettistica. Anche in questi casi, sono state numerose le contravvenzioni elevate ai titolari. In alcuni di questi negozi, infatti, sono stati trovati oggetti contraffatti, giocattoli pericolosi per la salute dei bambini e merce priva di marchio di conformità europea.
Ma a finire nei guai è stata soprattutto una pescheria: sul bancone, pronti per essere venduti, pesci attorno a cui gravitavano diversi tipi di insetti. Oltre alla mancanza di condizioni igieniche adeguate, alcuni prodotti sono stati trovati privi di etichettatura, il che è costato al titolare una multa per diverse migliaia di euro e il prelievo di alcuni campioni di pesce affinché vengano debitamente analizzati in laboratorio. Poco più di un anno fa, sempre in una pescheria cinese di Carpi, i carabinieri avevano rinvenuto 25 chili di crostacei avariati, che erano stati sequestrati, scongiurando il pericolo che qualcuno potesse trovarli sulla propria tavola.
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