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Modena, sparisce cellulare durante compito in classe

Modena, sparisce cellulare durante compito in classe

Telefoni in custodia al prof, studente derubato. La mamma: «Scuola responsabile, risarcisca mio figlio» 

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MODENA. «La denuncia per furto l’abbiamo regolarmente presentata ai carabinieri e quella farà il suo percorso. Ciò che invece mi preme di più, perché ritengo sia una ingiustizia ciò che sta accadendo, è che la scuola riconosca di essere responsabile di quello che accaduto

È una questione di principio. Lo smartphone di mio figlio che è stato rubato era sotto la custodia di un insegnante, di un responsabile della scuola, era quindi stato affidato alla scuola e pertanto pretendo un risarcimento dalla scuola stessa». È decisa a combattere sino in fondo per difendere i diritti di suo figlio, maggiorenne, e quelli della famiglia: è la mamma di uno studente che frequenta l’ultimo anno dell’Ipsia Corni, la sede in viale Tassoni attigua a quella dell’Iti Corni. La vicenda risale esattamente ad una settimana fa, quando il ragazzo doveva sostenere una prova d’esame. Come avviene in questi casi, tutti i ragazzi lasciano in custodia i propri cellulari al professore. Non è a discrezione, è un obbligo sancito dal regolamento interno della scuola stessa: quando ci sono compiti, esami, iniziative didattiche specifiche niente apparecchiature elettroniche altrimenti la prova viene invalidata. I ragazzi dunque hanno consegnato i propri cellulari ad un professore «ma i telefoni non sono stati messi in un contenitore, in un cassetto dove la loro custodia sarebbe stata quantomeno più sicura - spiega il genitore - Sono stati lasciati sulla cattedra, tutti in fila. Quando mio figlio ha finito la prova ed è andato a riprenderlo, non c’era più».

«Ho chiesto spiegazioni alla dirigenza e mi hanno liquidato con un freddo “la scuola non è responsabile di quanto è avvenuto”. Mi pare invece proprio il contrario. È per obbedire, per sottostare ad un regolamento della scuola stessa che mio figlio è stato obbligato a lasciare il cellulare e non a qualcuno a caso, ma ad un insegnante, ai docenti, persone della scuola stessa. Il cellulare è stato affidato alla scuola e ora questa ci deve risarcire».

«Ora che si è saputo del caso - aggiunge il genitore - altri compagni di classe, per altro maggiorenni, non vogliono più consegnare il cellulare. Un rappresentante degli insegnanti mi ha parlato della volontà di fare una colletta, una idea partita dagli studenti stessi. Ma non è certo questo il modo per risolvere la questione. L’Ipsia Corni si deve assumere le proprie responsabilità e pertanto deve risarcire mio figlio, che ha presentato denuncia di furto».
 

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