Spray e rapine, un ultimatum al Kyi
Dieci giorni per iniziare ad alzare i livelli di sicurezza o sarà sospensione della licenza. Il gestore: «Massima collaborazione»
«Abbiamo notificato quello che tecnicamente di chiama avvio del procedimento diretto alla sospensione della licenza al gestore del Kyi, Vogliamo dei chiarimenti circa tutto quello che è successo e vogliamo poter costruire come abbiamo fatto con altri locali un percorso di sicurezza perché il divertimento va benissimo ma deve essere sicuro».
Così Nicolò D’Amico, dirigente della sezione amministrativa della nostra questura. Di fatto è un ultimatum al Kyi, il locale che si trova a Baggiovara e che è una delle mete più gettonate da giovani e giovanissimi. Il gestore ha una decina di giorni per presentare una memoria sugli ultimi avvenimenti accaduti all’interno del locale e, soprattutto, per dare la propria disponibilità ad intraprendere un percorso, con situazioni e interventi specifici, per alzare il livello di sicurezza. Altrimenti, se così non sarà, la polizia potrà arrivare alla richiesta, che sarà inoltrata alla Prefettura, della revoca della autorizzazione ad esercitare, la revoca cioè della licenza.
La notifica della polizia è arrivata al gestore del Kyi Alessandro Anania dopo la movimentata quanto sofferta serata-nottata di sabato scorso durante la quale un ragazzo era stato rapinato della collanina d’oro da due giovani, episodio per il quale era intervenuta sul posto una pattuglia della Volante. Sempre sabato, alle 3 del mattino, il locale era stata velocemente evacuato: qualcuno, probabilmente una banda di giovani ladri, aveva spruzzato in pista gas urticante utilizzando una bomboletta di spray al peperoncino. Nella calca per uscire e raggiungere l’esterno una diciottenne era stata colpita alle spalle e rapinata della borsa che conteneva, fra altri effetti personali, anche lo smartphone. «Al di là della situazione specifica del Kyi - spiega il dirigente D’Amico - quello che serve è aumentare e potenziare i servizi di videosorveglianza, creare delle piccole sale regia all'interno delle discoteche in modo che ci sia un controllo effettivo sulle persone in tempo reale, su cosa facciano, si tratta anche di adottare dei regolamenti d’uso nei locali dove le persone devono essere rese consapevoli di cosa portare e di cosa è meglio non portare all’interno della discoteca. Più che un giro di vite è una crescita, di un percorso di costruzione della sicurezza, come avviene in tutta Italia attraverso il protocollo nazionale firmato dal ministero dell’Interno, con la partecipazione dei gestori dei locali pubblici e con la partecipazione dei servizi di security delle agenzie di vigilanza privata».
D’Amico porta l’esempio del Vox di Nonantola, locale pure quello al centro di serate “urticanti”: i gestori si sono messi subito a disposizione per aumentare le telecamere negli ambienti interni ed esterni, per creare una sala regia con addetti che stiano a monitorare la situazione, una maggiore sensibilizzazione dei clienti e la condivisione del protocollo siglato in Prefettura.
Un programma che Alessandro Anania, gestore del Kyi, dichiara di voler intraprendere: «Metteremo in atto tutti gli accorgimenti necessari per alzare ancor più il nostro livello di sicurezza. Massima collaborazione con le forze dell’ordine. Mettiamo la nostra disponibilità e la nostra voglia a condividere un percorso per far sì che il locale sia un luogo sicuro. Facciamo presente che è molto difficile lottare contro la piaga dello spray al peperoncino perché le bombolette hanno dimensioni estremamente ridotte. Lo spray viene utilizzato in barba ai controlli nonostante la videosorveglianza. Solo per addetti alla sicurezza e controllo delle postazioni abbiamo più di 25 elementi tutte le serate e controlliamo le strade e gli ingressi».
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