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Il 56% dei carpigiani pratica lo sport ma molti sono liberi

Il 56% dei carpigiani pratica lo sport ma molti sono liberi

Il 56,8% dei carpigiani tra i 18 e i 74 anni svolge attività fisico-sportiva e gli impianti comunali si meritano un voto di 7,2.Questi due dei tanti dati evidenziati da una ricerca svolta attraverso...

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Il 56,8% dei carpigiani tra i 18 e i 74 anni svolge attività fisico-sportiva e gli impianti comunali si meritano un voto di 7,2.

Questi due dei tanti dati evidenziati da una ricerca svolta attraverso 903 interviste, redatte tra novembre e dicembre 2017, per capire quale ruolo svolge lo sport e, più in generale, l’attività fisica in città.

Un focus molto approfondito, voluto dal Comune di Carpi e dalla Consulta allo Sport e Benessere: ha fatto emergere la parte più sconosciuta e sotto traccia, quella dello sport non organizzato, contribuendo ad aiutare il Comune nel comprendere l’interazione tra ambiente e sport. Il report della ricerca - dal titolo “Carpi: l'attività fisico-sportiva numeri, valutazioni, attese”, disponibile in versione integrale su www.carpidiem.it - è stato presentato ieri, in auditorium Loria, dal suo curatore, Vittorio Martinelli; dai promotori e dai rappresentanti di Uisp, Csi e Coni.

Il 56,8% dei carpigiani “si muove”, dunque: se lo si scompone, si evidenzia che il 46,6% ha preferito indicare la propria come attività fisica, il 10,2% come sport. È, questa, una differenza rilevante rispetto ad altre indagini nelle quali l’indicazione dello sport spesso è superiore a quella dell’attività fisica.

Lo studio si è interrogato su quali siano i riferimenti del concetto di sport che lo differenziano dall’attività fisica: non l’intensità o la continuità, ma le regole e l’agonismo. Fatte queste premesse, si è poi indicato quali siano i motivi per cui si fa o non si fa movimento. Prevale la spinta verso la forma fisica e la buona salute rispetto allo svago. La quota individuata che aspira a forma fisica e salute è più alta del totale tra le donne, cresce col crescere dell’età e ha il suo picco nella fascia tra i 45 e i 54 anni.

È indubbio, dunque, che il nesso tra attività fisico-sportiva e salute è un messaggio che è arrivato. Anche a quanti non svolgono attività è stata chiesta la motivazione. Al primo posto la mancanza di tempo per studio o lavoro, nella maggior parte dei casi soprattutto per i maschi e nella fascia d’età 18-24 anni. Chi svolge attività fisico-sportiva, invece, lo fa nel 73,8% dei casi con continuità e, nel 26,2%, saltuariamente. Ma i dati più interessanti sono due. Innanzitutto, quel 50,2% che svolge attività non organizzata, ma nei tempi e nei modi che sceglie o gli sono possibili, su cui poco incidono le iniziative delle organizzazioni sportive e che presenta problematiche nuove poco affrontate nelle politiche per l’attività fisica. In secondo luogo, i luoghi prevalenti della pratica fisico-sportiva: gli spazi all’aperto. «Dalla ricerca emerge una domanda di sport diversificata che esce dall’impiantistica classica – ha spiegato il sindaco Bellelli, che ha la delega allo Sport - Questa foto ci permetterà di pensare le politiche sportive non solo dal punto di vista delle strutture, ma anche da quello di scelte politiche che abbiano al centro una città che deve investire nello sport libero, a libera fruizione, spontaneo e non organizzato. Ecco che, allora, una ciclabile non è più solo un modo alternativo di muoversi, come un parco può diventare non solo zona verde». (camma)

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