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Modena. Porta Saragozza: "Storia e cultura locale un grande amore diventato il mio lavoro "

di Michele Fuoco
Modena. Porta Saragozza: "Storia e cultura locale un grande amore diventato il mio lavoro "

Carlo Previdi, presidente dell’associazione Porta Saragozza è autore di libri, venditore e ricercatore di antiche carte

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La laurea in scienze naturali, all'Università di Modena, gli è servita per alcuni anni per insegnare, come supplente, matematica nella scuola media. Ma forti erano i richiami della scrittura e della cultura storica modenese a cui Carlo Previdi si è dedicato da circa 15 anni, scrivendo anche decina di libri. «Volevo fare un lavoro che mi piacesse e mi desse soddisfazione. Un mestiere che mi sono inventato con l'attività al Centro Librario, legato all'Associazione Culturale Porta Saragozza per la promozione della cultura locale, di cui sono presidente. Abbiamo più di 100 soci. Svolgiamo iniziative inerenti al territorio: conferenze, presentazione di libri al Circolo degli Artisti e alla Società del Sandrone, gite guidate sulle tracce di Raimondo Montecuccoli, a Fiumalbo città d'arte, a Vignola sulla traccia dei Contrari... E prossimanente due camminate per Modena capitale. Abbiamo un programma molto ricco».

La maggiore soddisfazione di chi fa questo mestiere?

«Sono un appassionato della storia degli Estensi, di Modena Capitale e il lavoro mi permette di trasmettere questo patrimonio a tanti modenesi che non sempre conoscono le vicende che hanno fatto grande la città».

Perché tanta attenzione al territorio?

«È un amore grande. Sono nato a Milano da genitori modenesi. Mio padre era stato chiamato a lavorare a Milano perché ingegnere. Poi vari trasferimenti. Essendo vissuto a Modena, la mia bussola si è sempre orientata verso la città. Ciò mi ha spinto a vendere libri e a fare cultura di Modena, perché molti sanno poco o nulla della sua storia. È stata capitale per oltre due secoli. Non conoscono personaggi di spessore internazionale come Raimondo Monteccucoli, Ludovico Antonio Muratori. Ho scritto una storia della letteratura di Modena e Provincia, dal Medioevo ai giorni nostri, dove ho elencato decine e decine di letterati, come Francesco Maria Molza, incensato dai colleghi del tempo (il Bembo, Annibal Caro), il critico e filologo Giulio Bertoni. Anche nel 900 Modena ha avuto e tuttora ha bravi scrittori: Paolo Monelli, Guglielmo Zucconi, Pederiali, Delfini, Cavani, Manfredi, Messori, Barbolini... Quando vengono pubblicate, le loro opere risultano tra le prime 10 più lette in Italia. Una storia enorme che continua a rimanere un po' nascosta e si fa fatica a farla comprendere agli stessi modenesi. È per un senso di giustizia, nei confronti della mia città, che ciò venga a galla».

Una professione dilettevole. Ma qual è l'utile economico?

«Un piccolo tornaconto economico c'è. Qui non si dà molta attenzione alla cultura, ma io insisto. Per me è un sorta di missione. Non si diventa ricco facendo questo lavoro. Lo si fa per passione. Vendere libri è complicato, come è complicato fare cultura a Modena, avere un aiuto da qualche banca. L'assessorato al centro storico è alquanto sensibile, appoggiando le iniziative dell'associazione».

Rifarebbe lo stesso lavoro, se tornasse indietro?

«Certamente. Mi sono inventato il mestiere più bello del mondo. Vendo libri usati e libri nuovi di autori locali. C'è pure la ricerca di volumi vecchi, antichi. Ogni tanto m'imbatto in documenti e pubblicazioni che aumentano l'entusiasmo».

Ha trovato qualcosa di singolare?

«Un libro di Sandonnini del 1914 su Montecuccoli, Mi è servito per conoscere meglio il personaggio che ho trattato in una mia pubblicazione. Presso privati ho trovato un originale del Muratori: il trattato sui difetti della giurisprudenza; una serie di famose grida ducali, al tempo di Francesco III, principale artefice della Modena attuale. Vado anche ai mercatini, dove scovo documenti. Se fossi vissuto a Parigi avrei fatto il “bouquiniste”».

Chi sono gli acquirenti?

«Un pubblico maturo che cerca anche illustrazioni della città, documenti remoti, “Modena nei secoli” di Giancarlo Silingardi. Sono interessati anche i giovani, studenti che possono trovare i classici del passato (Shakespeare, Oscar Wilde, Verga...), edizioni raffinate di Einaudi e Adelphi, testi di filosofia».

Il suo orgoglio?

«È di aver fatto del Centro Librario un salotto letterario. Oltre a luogo di consultazione di libri, il Centro è una sorta di “foyer” culturale, dove scrittori, esperti s'incontrano, spesso in mattinata, confrontandosi su vari argomenti per sostenere le proprie idee».

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