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«Truffatori? No, siamo in regola»

«Truffatori? No, siamo in regola»

Vignola. La coop indagata: «Aspettiamo il giudice, ma i soldi li abbiamo subito messi a disposizione»

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VIGNOLA. Gli investigatori lo hanno considerato uno stratagemma, tanto che hanno indagato i legali rappresentanti per truffa aggravata. Ma i referenti della cooperativa vignolese, a cui il tribunale ha disposto il sequestro di 175mila euro a tutela dei mancati versamenti contributivi, sostengono un’altra verità alternativa. Gli accertamenti di Guardia di Finanza ed Inps risalgono alla fine del 2016 e contro la contestazione è stato inoltrato formale ricorso al tribunale del Lavoro di Modena alcuni mesi fa. Perché la cooperativa, di oltre 200 soci, è convinta di aver operato correttamente rispetto alla contestazioni avanzate dalla procura di Modena.

«In merito alla notizia apparsa oggi sul vostro giornale - scrive la direzione della cooperativa - in qualità di rappresentante legale, pure manifestando estraneità della cooperativa che rappresento ai fatti contestati devo specificare che, confidando nell'operato della magistratura, la cooperativa sin da subito, ha spontaneamente in data 30 ottobre 2017 messo la somma reclamata a disposizione dei giudici, su un libretto oggetto di sequestro, proprio a riprova della propria buona fede avendo in data 3 ottobre 2017 effettuato ricorso contro accertamento dell’Inps presso il Tribunale di Modena - Giudice del Lavoro in attesa di udienza. Contemporaneamente la cooperativa sta esperendo tutti i rimedi giurisdizionali a tutela del proprio operato e dei soci tutti, nell'ottica di dimostrare la propria totale estraneità a qualsivoglia fattispecie di reato imputatole e per confermare la globale correttezza del proprio agire. Vorrei che di questi fatti venisse fornita corretta informazione per ristabilire la verità di quanto accaduto».

La vicenda si inserisce negli sgravi contributivi che le leggi di Stabilità 2014 e 2015 consentivano: per ogni assunto a tempo indeterminato senza analogo contratto negli ultimi sei mesi spetta la decontribuzione totale. La cooperativa finita sotto indagine ha assunto 112 addetti di un’altra cooperativa - con regolare contratto tra le parti - dopo sei mesi di tempo determinato. Per l’accusa si è trattato di un escamotage e per la coop di un iter regolare, necessario per scoprire le competetenze dei neo assunti. Sarà il giudice del lavoro a doverlo stabilire in un’udienza non ancora fissata.



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