Castelfranco, caccia con i mitra al bandito nella scuola
Un rapinatore armato di accetta razzia l’ufficio affissioni. I carabinieri setacciano lo Spallanzani, studenti barricati in classe Il racconto dell'episodio avvenuto sabato 24 marzo a Castelfranco
CASTELFRANCO. Maurizio Manni è ancora sotto choc, mentre nel suo piccolo ufficio di via Solimei racconta la rapina subita poche ore prima.
«Erano circa le 9,30 di sabato 24 marzo - racconta - quando quell’uomo è entrato all’improvviso. Aveva un cappello in testa e una bandana che gli copriva il volto».
Ma è l’arma che Maurizio ha notato subito: «Brandiva un’accetta di circa 15 centimetri, mi sono spaventato. Allora lo ho spinto e sono riuscito a fuggire e a rifugiarmi nel bar qui accanto dove ho potuto chiamare i carabinieri, perché nella concitazione non avevo preso con me il cellulare». Il telefonino di Maurizio è ancora lì sul tavolo. Il bandito non lo ha preso. Non gli interessava. L’uomo, che Maurizio descrive con accento italiano, ha puntato dritto alle chiavi che aprono una cassaforte nascosta dietro a un quadro. L’ha aperta e ha rubato i 1400 euro di fondocassa della Anec (Naturalisti Ecologi di Castelfranco), altra associazione che ha lì l’ufficio. I carabinieri nel frattempo sono accorsi in via Solimei, anche con uomini in borghese, ed hanno setacciato il quartiere. E proprio di fronte alla villetta in cui hanno sede le associazioni, che si trova al numero 19, c’è l’istituto statale Spallanzani.
Erano circa le 10 e i ragazzi stavano per iniziare la ricreazione, quando studenti e professori hanno visto uomini armati aggirarsi per l’ampio cortile della scuola. I carabinieri hanno spiegato la situazione e la vicepreside Paola Marcialis (la preside Maura Zini era al momento impegnata nel Consiglio d’Istituto) ha preso in mano la situazione: tutti i ragazzi sono stati mandati nelle rispettive aule. Una “controevacuazione” che si è svolta nella massima calma, anche se qualche ragazzo ammette: «Subito vedere quel mitra in mano ad un uomo in borghese mi aveva intimorito».
I carabinieri sospettavano che il bandito si fosse nascosto allo Spallanzani, un istituto agrario dotato di ampi spazi: quattro palazzine, un caseificio, un negozio, oltre a spogliatoi ed innumerevoli serre. Insomma un luogo ideale per nascondersi in attesa che le acque si fossero calmate. Ma il rapinatore non ha mai messo piede all’interno della scuola. È riuscito a far perdere le proprie tracce.
Difficile che si trattasse di uno sprovveduto. È andato a colpo sicuro in quell’ufficio affissioni che è in gestione all’Ica e che condivide gli spazi con tante altre associazioni. Ha trovato in pochi attimi la cassaforte e ha rubato il contante.
«Un grazie enorme ai carabinieri, al corpo docenti e a tutti gli studenti - commenta Gianni Gargano, assessore del Comune - per come hanno gestito una situazione critica. Abbiamo dato massima disponibilità ai militari per aiutarli nelle ricerche, anche fornendo i filmati della videosorveglianza. Ma colgo l’occasione per ribadire la necessità che a Castelfranco sorga la nuova Tenenza di carabinieri: non dipende da noi, ma dagli enti sovraordinati. Crediamo sia giunto il momento di passare ai fatti».
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