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Cavillo burocratico blocca il talento carpigiano del blues

di Valeria Cammarota
Cavillo burocratico blocca il talento carpigiano del blues

Il musicista Noè Socha che lavora negli Stati Uniti rientra in Italia per un timbro ma gli negano il nuovo visto che neppure serviva: «Perdo i concerti e una finale»

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CARPI. Noè Socha è un talentuoso musicista: la chitarra classica e l'armonica come fossero prolungamenti del suo corpo, per la naturalezza e la maestria con cui li fa vibrare.


È originario di Carpi ma, se si prova a digitare il suo nome su internet, si trovano esclusivamente pagine in lingua inglese. Questo perché Noè, dal 2010, ha conquistato gli Stati Uniti con il suo virtuosismo e il suo enorme talento. Prima a Boston, negli ultimi tre anni a New York, il giovane artista - non ha ancora compiuto 27 anni - si è fatto strada nel panorama musicale d'oltreoceano, grazie a importanti collaborazioni ed esibizioni sia come solista che con il suo duo, il Likho Duo, nato un anno fa dalla collaborazione con il collega musicista Cliff Schmitt. Una carriera che possiede radici già molto salde. Appena terminati gli studi presso il Conservatorio Vecchi Tonelli, Noè è partito per Boston, dove si è laureato alla Berklee College of Music, dopodiché si è trasferito a Brooklyn, dove vive tutt'ora e dove ha avuto la possibilità di crearsi una carriera da leader, non solo in appoggio ad altri artisti. Qui, Noè si è esibito e ha registrato con i grandi del jazz e del blues: artisti del calibro di Nona Hendrix, Vernon Reid e i vincitori dei Grammy Awards Javier Limón e Paula Cole. Eppure, per il momento tutte le sue date americane sono state cancellate e questo perché Noè, tornato in Italia per un semplice timbro sul passaporto, ha scoperto che il visto gli era stato revocato e questo anche se, negli States, la petizione che gli consente di rimanervi per i prossimi tre anni gli è stata rinnovata.
«Bel problema - afferma Noè - La prossima settimana, con Cliff, avrei dovuto partecipare alla finale degli Indipendent Music Award, una nota competizione dedicata agli artisti che si siano prodotti autonomamente: siamo in gara con il nostro cd, “Blues and The World Beyond”. Senza contare tutti gli impegni di lavoro presi».
Ma come è potuto succedere?
«Stiamo cercando di capirlo - spiega - Oltre un anno fa, ricevetti una comunicazione che mi annunciava la revoca del visto. Era indirizzata a Noa Rocha: per questo, mi consultai con chi di dovere e arrivammo a pensare che si fosse trattato di un errore. Che fosse per me, l'ho scoperto solo pochi giorni fa quando mi sono recato al Consolato americano in Italia: se fossi rimasto negli Stati Uniti, anche in considerazione del fatto che la petizione mi è stata rinnovata per i prossimi tre anni, non me ne sarei mai accorto».
Contrattempo che, seppur risolvibile, non è da poco, per Noè che, negli ultimi mesi, insieme ad altri sei artisti, si è fatto conoscere al pubblico americano anche per la partecipazione al nuovo spot televisivo di Mastercard, dal titolo "Can’t judge a book by the cover". «Ognuno di noi è un tipo di artista che non ti aspetteresti, a una prima impressione - spiega Noè, che è non vedente - Non si deve giudicare un libro dalla copertina».
Per il momento, la carriera di Noè continua in Italia, in una serie di nuovi concerti, ma solo fino a che non gli sarà possibile tornare a casa, a Brooklyn.

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