Da Fossoli a una vita per la musica
Barbara Salani e la storia del padre e dello zio nell’ex campo di concentramento
Il 10 agosto del 1944, i fratelli Renato e Giulio Salani furono rastrellati dai nazisti a Massaciuccoli (Lucca), dove erano stati costretti a sfollare da Viareggio, città della famiglia di origine, per essere deportati a Carpi, nel campo di concentramento di Fossoli dove, per diversi mesi, vissero da prigionieri finché riuscirono a fuggire, attraversando a piedi l'Appenino Tosco-Emiliano. Durante la traversata, Giulio, ad un passo dalla morte, fu salvato dal coraggio del fratello maggiore, Renato. L'episodio, nel contesto di disperazione e ferocia che stavano vivendo, rinsaldò per sempre l'amore fraterno che li univa e fu preludio della storia dei musicisti Salani, saga famigliare tra due continenti foriera di fama. Tutto ebbe inizio con “Il Diario di Renato”, raccolta di versi che il maggiore dei fratelli scrisse durante la permanenza al campo di Fossoli usando come mezzo di scrittura i rotoli di spessa carta igienica che i prigionieri avevano in dotazione. L'idea nacque dal compendio di stati d'animo che Renato e Giulio stavano vivendo in quello che per tutti era luogo di transito verso altri campi di concentramento, al nord ed est Europa. Sopravvivenza, disperazione, via di fuga, sfogo, salvezza interiore e ribellione alla repressione. Quel rotolo di carta igienica è stato custodito decenni. Ora è sulla copertina di un libro, “Una vita per la Musica – I Fratelli Salani”, edito in italiano, inglese e spagnolo, già in vendita in tutto il mondo su Amazon. Ne è autrice Barbara Salani, figlia di Giulio che vive a Boca Raton, Florida, ed è musicista della Simphony of the Americas. Musica che è timbro di famiglia. Nel 1953, infatti, arrivarono i frutti degli studi musicali per Renato, compositore, arrangiatore, pianista, cantante, il quale vide un suo brano autoriale esordire al Festival di Sanremo, e per Giulio, che nel 1950 si esibì con la Bill Coleman's Band suonando violino, sassofono e clarino. In seguito, arriva il contratto con l'orchestra Asternovas di Fred Buscaglione. Negli anni Cinquanta, i Salani ebbero un contratto di lavoro in Venezuela. A Caracas, nel 1960, crearono un prestigioso e celebre locale notturno, “Hipocampo”, ritrovo per serate di gala, feste ed i migliori concerti che si tenevano nella capitale. «Due uomini speciali - dice l'autrice del libro - Si tratta di testimonianze forti raccolte durante quattro anni, attraverso interviste ai sopravvissuti, ricerche storiche, racconti di mio padre e di mio zio, foto e materiali che mia madre e mia zia hanno sempre custodito...».
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