Ferrari vince in Australia e Maranello torna a far festa tra campane e bandiere
Tanti turisti al Museo e nelle strade nel giorno di Vettel primo nel Gp d’Australia «Sorpresi del debutto e ora la speranza è di riportare finalmente a casa il titolo»
MARANELLO. Ieri mattina i maranellesi sono stati accolti da una lieta notizia, di quelle che non arrivavano da tempo. In chiesa le campane suonavano a festa, ma non solo per la ricorrenza della Domenica delle Palme: il motivo dei festeggiamenti era la vittoria della Ferrari nel Gran Premio d'Australia, la prima tappa della nuova stagione del mondiale di Formula Uno. È stata una vittoria legata oggettivamente tanto alla fortuna quanto alla bravura dei piloti, che sono riusciti a conquistare due posti sul podio di Melbourne.
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Sebastian Vettel ha effettuato la sosta per il cambio di gomme al venticinquesimo giro in regime di Safety Car e questo gli ha consentito di sfruttare un vantaggio di undici secondi e l'ingresso in contropiede su Hamilton, che aveva già effettuato la sosta. Una mossa che ha permesso al tedesco della Ferrari conquistare il primo posto sul podio, davanti all'inglese. Dietro Hamilton si è piazzato l'altro ferrarista, Kimi Raikkonen, che ha ottenuto il terzo posto. «Ferrari e Seb, buona la prima», recitava ieri la pagina principale del sito della Ferrari. Un giudizio cauto, di chi sa che la strada per l'uscita definitiva dal periodo nero è ancora lunga ed in salita; lo stesso team principal Arrivabene ha invitato a «stare tranquilli».
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Un giudizio condiviso dai maranellesi, che, seppur contenti per la vittoria della nuova rossa, hanno accolto la lieta notizia con prudenza. Un trionfo a sorpresa e forse per questo ieri mattina non vi erano molte bandiere rosse a sventolare per le vie del paese. Del resto, anche lo scorso mondiale vide un successo del Cavallino, al quale, però, non ci fu un seguito nei fatti. Un precedente di cui i fan hanno buona memoria, elemento che, però, non impedisce di guardare al futuro con positività: «Primo Vettel e terzo Raikkonen non è male. Qualche punto arriva, l'importante è mantenerli. La strategia c'è, si può sperare, quest'anno», hanno detto Francesco e Giuseppe Valdini, da Salò, tra i tanti che ieri hanno fatto visita al Museo Ferrari. «Purtroppo negli ultimi anni non seguiamo la Formula 1. Forse, se la Ferrari tornasse a vincere, potremmo tornare a guardarla», affermano Miran e Tatiana Konecnik, sloveni, che hanno fatto tappa a Maranello nella loro vacanza in Italia. «Speriamo vadano avanti così, incrociamo le dita», hanno detto Monica Ferrari e Mimmo Caruso da Varese, venuti in visita «per vedere le macchine. Siamo arrivati nel giorno perfetto». «Siamo contenti, non pensavamo, visti gli ultimi risultati. Speriamo che vada avanti così e non si ripeta come l'anno scorso. Se quest'anno hanno trovato qualche soluzione bene, sennò rimango dubbioso», ha commentato Marco Fazio. «Non seguo molto la Formula Uno, però sono contento che non abbia vinto Hamilton, mi è antipatico», ha detto Peter Jeseta, ungherese. Una giornata, quella di ieri, in cui il pensiero dei fan è andato anche a Schumi, il cui posto è ancora saldo nei cuori degli appassionati: «Ci manca molto, siamo cresciuti con lui», hanno detto due ragazzi da Milano.
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