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Sassuolo. pensionato tartassato da Hera

Sassuolo. pensionato tartassato da Hera

Per la seconda volta riceve bolletta dell’acqua errata da 530 euro

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SASSUOLO. «Lo scorso anno per un errore, poi fatto correggere dal mio avvocato, mi era arrivata una bolletta di Hera da 600 euro; quest’anno, sempre per il servizio acquedotto, ne è arrivata una da 532,92 euro: una persecuzione».

Sono le parole di un pensionato di 85 anni, Roberto Paoli, che l’altra mattina, prima ancora di ricevere la fattura relativa al periodo di consumo, si è accorto di un addebito in banca quasi venti volte superiore alla norma. «In un primo momento – racconta – non avevo capito di cosa si trattava, ma la somma era alta, circa un terzo di quello che c’era il giorno prima sul conto. Allora ho fatto una ricerca ed ho scoperto che era un prelievo di Hera per l’ultima fattura. Da notare che il consumo di acqua in casa, dove vivo con mia moglie, non supera mai i 40 euro, anzi è sempre al di sotto. Allora sono andato allo sportello di via Mazzini, scegliendo di farlo a piedi, anche per farmi sbollire la rabbia che mi aveva preso».

La risposta non lo ha proprio convinto, anzi è maturata la convinzione che il cliente subisce oltre ogni misura e che quando riesce a portare tutte le sue considerazioni negli uffici preposti vi sia una sorta di scaricabarile.

«La risposta è stata poco convincente – continua il pensionato – perchè allo sportello mi è stato risposto che qualcuno aveva comunica al telefonato il consumo e, certamente, non ero stato io. Ho subito replicato che non era corretto accettare letture di contatori da persone non identificabili, che avrebbero dovuto anche dare il codice del cliente, come ho fatto io nel dicembre corso, quando ho portato la lettura prima che potessero conteggiare il conguaglio annuo, ma hanno minimizzato». Anche questa volta è stato necessario il ricorso al legale che facesse tornare indietro una somma davvero spropositata per i consumi abituali.

«È così difficile – ha concluso Paoli – controllare che una somma spropositata rispetto a quelle che vengono saldate tutti i mesi non sia frutto di un errore, da correggere prima che venga effettuato l’addebito sul conto del cliente? È chiedere troppo che il cliente venga tenuto in debita considerazione visto che paga, e non poco, tutto ciò che consuma? Spero che questa mia presa di posizione serva anche ad evitare che questioni di tal genere succedano ad altri e che ognuno paghi realmente quello che consuma». (alf.sci.)


 

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