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Modena. Scuola di regole e legalità per stranieri: «Così si crea integrazione»

Modena. Scuola di regole e legalità per stranieri: «Così si crea integrazione»

La polizia municipale ospite di una comunità di immigrati per lo più ghanesi ha spiegato, con l’ausilio di slide, norme, principi etici e Codice della strada

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MODENA. «Vogliamo conoscere le regole per essere parte della comunità modenese». Questo lo spirito che ha accompagnato ieri oltre cento immigrati africani, per lo più ghanesi, all’incontro con la Polizia municipale in via Sallustio. Guidati dal commissario Andrea Piselli, gli agenti hanno mostrato loro decine di slide sui temi della legalità e del codice della strada. «È un progetto per l’integrazione, che abbiamo già fatto con altre comunità», la spiegazione all’esordio prima in italiano, poi in inglese grazie a un’operatrice della Gulliver, cooperativa sociale da poco dirimpettaia del Corpo in via Galilei. La traduzione ha rappresentato un elemento utile per diffondere meglio le informazioni e costruire un ponte tra due culture. I partecipanti alla funzione del ministero internazionale per la diffusione globale della Parola (“Word global outreach international ministry”) hanno accolto con applausi l’arrivo dei rappresentanti della Municipale. Disposte le sedie in prima fila è stato installato un proiettore per le diapositive multimediali. All’inizio, la comunicazione tra i due gruppi non è stata semplice. Bambini di corsa, coriste che prendevano posto dopo i canti mentre alcuni rappresentanti della comunità si attrezzavano. Alla fine, l’unione ha fatto la forza e l’operazione è stata completata. I primi punti a essere esaminati sono stati i valori e le norme. «Le prime sono regole morali, che generano rimorso se non sono seguite - ha spiegato un agente - mentre le seconde determinano sanzioni». La spiegazione è stata tradotta in inglese e poi via al punto seguente, con la possibilità di fare domande in ogni momento. «Per inserirci bene dobbiamo informarci - ha riconosciuto Patrick Ahwireng - ed è importante per noi farlo. Dietro tanti comportamenti a volte penso ci sia l’ignoranza. Se le regole non si conoscono, si sbaglia. Quando invece si conoscono ci si riesce a comportare bene». Ahwireng è il responsabile della comunità che ha accolto ieri il progetto. Guida circa ottanta persone, che aumentano di circa cinquanta unità considerando i più piccoli. È giunto circa vent’anni fa dal Ghana e ormai è integrato nella società modenese. «L’integrazione non è molto difficile - ha aggiunto il responsabile - ma l’importante è avere le informazioni giuste. Quando ci sono si riesce a capire bene ciò che è giusto fare». In tal senso, il progetto realizzato ieri con la Municipale è giudicato da loro «molto importante». In particolare, Ahwireng ha apprezzato la disponibilità e lo scambio d’informazioni. «Per tanti anni non abbiamo avuto l’opportunità di sapere tante cose - ha ripreso il padrone di casa - perché le tradizioni e le regole italiane sono diverse rispetto al Paese da cui siamo venuti». L’integrazione diventa così non una semplice parola spesso abusata, ma un termine con cui è possibile fare gioco di squadra. «Quando siamo un po’ a distanza si pensa essere diversi dagli altri - ha concluso Ahwireng - perché i comportamenti sono diversi. Se ci si sente parte della comunità, invece, la vita cambierà in bene».

Gabriele Farina
 

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