L’Italia vista da Lucio Caracciolo Frontiera aperta con “Caoslandia”
Come sta l’Italia dopo le elezioni? Il ribaltone politico voluto dagli elettori dove potrà portare il nostro Paese in un’Europa circondata da focolai di guerra?Attorno a questi due filoni di analisi...
Come sta l’Italia dopo le elezioni? Il ribaltone politico voluto dagli elettori dove potrà portare il nostro Paese in un’Europa circondata da focolai di guerra?
Attorno a questi due filoni di analisi ieri Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, ha disegnato l’atlante del secolo che avanza. A fare gli onori di casa presso la sede dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti c’erano Daniele Ravaglia e Giulio Magagni, rispettivamente direttore generale e presidente di Emil Banca, istituto di credito cooperativo in piena espansione che ha puntato molto su Modena. Di qui la scelta di organizzare incontri con personalità di spicco della cultura.
Opportunità realizzata con Caracciolo che ha illustrato con poche carte geografiche adattate per l’occasione la situazione internazionale in cui la nostra economia deve fare i conti.
«Scusatemi se sarò forse brutale - ha attaccato - ma occorre sfatare alcuni miti. Bisogna partire dal fatto che l’Italia si sta disintegrando in un contesto dove anche le alleanze in cui è stata inserita da 70 anni, l’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica, sono sull’orlo del precipizio. E dal 1861 abbiamo il peggior calo demografico con conseguenze pesanti per le istituzioni, la loro rappresentatività e il loro funzionamento. Un Paese più vecchio vuole conservare quello che ha e poca voglia di rischiare. Eppure la solo per quanto riguarda uno stato dell’Africa che continua ad aumentare la sua popolazione, la Nigeria avra doppiato la popolazione europea entro la fine del secolo. In questo contesto cosa può fare il prossimo governo, quando da una parte c’è una coalizione di destra-centro, con un Berlusconi in disfacimento? Solo la Lega, con i suoi amministratori locali, può offrire una sponda di organizzazione dello Stato simile a quella che potevano garantire i vecchi partiti. La Lega di Salvini ha sepolto il separatismo e non mi stupirei se abbracciasse il nazionalismo. Dall’altra parte ci sono i 5 Stelle, rinforzato al Sud da quote molto consistenti dell’elettorato democratico, con una robusta connotazione politica. Ora si tratterà di vedere, dopo le promesse elettorali, come saranno mantenute».
Ma è con la cartina di “Caoslandia” che Lucio Caracciolo ha affascinato la platea. In una sorta di atlante mondiale ha disegnato una riga che parte dal Centro America e finisce nel Pacifico, al di sotto del quale ci sono la quasi totalità dei conflitti e delle zone di crisi, con l’eccezione dell’Est Europa: quella è la zona del caos politico, “Caoslandia” per l’appunto. E l’Italia, allungata com’è nel Mediterraneo, è una frontiera con le rotte delle migrazioni spesso organizzate da governi collusi con questi traffici. «In maniera silenziosa - ha osservato Algeria e Tunisia ci stanno mandando la schiuma delle loro carceri».
«L’Europa - ha aggiunto - in breve rappresenterà solo il 4% della popolazione mondiale, gli Usa quasi il 6; quale egemonia potranno esercitare? La Russia ha una frontiera militarizzata con l’Ucraina, culla dell’impero russo. E Leopoli è distante da Trieste meno di quanto lo sia Napoli. Credo che la crisi durerà decenni».
Saverio Cioce
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